A quasi tre mesi dall’avvenuto completamento dell’autostrada Asti-Cuneo – e me ne manca uno all’annunciato apertura della seconda carreggiata – si torna a parlare di opere di adduzione. A farlo è l’associazione Comuneroero, che interviene in merito all’interlocuzione in corso tra il Comune di Cherasco, Ministero e concessionario autostradale relativamente alle opere da realizzare nel suo territorio.
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L’elenco delle opere complementari al progetto di completamento dell’autostrada Asti-Cuneo approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ammontano a circa 43 milioni di euro prevedevano per il Comune di Cherasco l’«Interconnessione A33-SS661 in Comune di Cherasco» e cioè la creazione di un terzo casello free flow per
Cherasco per un costo budgettato di 5 milioni di euro.
Il Comune di Cherasco, lo scorso settembre, ha deciso di inviare alla Regione la richiesta di realizzare altre opere in alternativa al terzo casello che la Regione in dicembre ha approvato e ha inviato al Ministero per l’autorizzazione finale.
Le opere sostitutive richieste dal Comune sono le seguenti:
1. Ampliamento dell’arteria stradale denominata “del Lavoro” di connessione tra l’uscita autostradale di Bra-Marene e il polo industriale di Cherasco, per l’incremento del traffico che percorre attualmente tale arteria (costo stimato 1.1 milioni di euro);
2. Miglioramento della sicurezza sulla SS 231 percorsa dai mezzi in entrata e in uscita dal casello dell’autostrada Asti-Cuneo di Bra-Marene, mediante la realizzazione di un sovrappasso pedonale e ciclabile (Roreto) (costo stimato 1.6 milioni di euro);
3. Messa in sicurezza del ponte stradale della SP 661 sul fiume Stura di Demonte percorso dai veicoli in entrata e in uscita dal casello di Cherasco dell’autostrada Asti-Cuneo (costo stimato 1.6 milioni di euro);
4. Realizzazione della rotatoria tra via Nogaris e la SS 231 quale completamento della realizzazione dell’intervento denominato “Variante di Pollenzo e Via Nogaris”, già presente tra le opere accoglibili della nella nota prot. 2881 del 7 novembre 2021 del MIT (costo stimato 0.7 milioni di euro).
Come abbiamo già espresso nell’incontro avuto con il sindaco, vice sindaco e assessore, siamo d’accordo con l’amministrazione che il terzo casello non sia un’opera fondamentale per il Comune considerato che esistono già altri due caselli, che produrrebbe consumo di suolo e cementificazione e il costo risulta particolarmente elevato.
Siamo anche in larga parte d’accordo con il Comune che il terzo casello free flow venga sostituito con tre delle quattro opere presentate come alternativa, mentre siamo completamente in disaccordo per la “realizzazione di un sovrappasso pedonale e ciclabile con ascensori” descritto al precedente punto 2.
Il Comune nell’incontro ha sostenuto che il sovrappasso continua a essere necessario (anche se larga parte del traffico pesante è oramai passato sull’autostrada) sia per ragioni di sicurezza che per meglio sfruttare i parcheggi dal lato della banca e del cimitero.
Noi al contrario riteniamo che l’opera non sia più necessaria in quanto il traffico si é notevolmente ridotto e non lo giustifica più, sarebbe risultata comunque estremamente
costosa non solo per i costi di investimento ma anche per gli oneri gestionali per la manutenzione degli ascensori ed i fine anche esteticamente sarebbe stata poco gradevole.
Costruttivamente nell’incontro si è condiviso che si attende l’analisi del traffico relativo al secondo trimestre 2026 a cura di Anas (tenuto conto che da aprile quel tratto
autostradale sarà a pagamento) che ci permetterà di verificare la variazione del traffico ex ante e ex post avvio dell’autostrada.
Quindi in luglio si organizzerà un incontro pubblico con gli abitanti di Roreto dove si presenteranno sia i dati di traffico menzionati che un nuovo progetto per una pista ciclabile urbana. Il progetto della pista ciclabile che dovrebbe partire dalla rotonda del Bricco a Cappellazzo, prevederà anche l’allineamento dei marciapiedi sfasati sulla statale per realizzare un percorso in bici, poi da Roreto è previsto che la ciclabile scenda nella valle con una eventuale passerella ciclopedonale sullo Stura.
A valle dell’incontro pubblico, sentiti i pareri dei cittadini residenti, si deciderà se confermare il sovrappasso pedonale o dirottare l’investimento alla realizzazione della pista ciclabile.
Cesare Cuniberto, associazione Comuneroero














