Nei giorni che hanno preceduto la Notte del Classico del 27 marzo, sulla facciata rinnovata del Liceo Classico di Cuneo sono apparse alcune frasi proiettate nella notte. Parole antiche, tratte da autori della tradizione greca, scelte per accompagnare l’attesa dell’iniziativa e per ricordare il senso profondo degli studi classici.
Si tratta di citazioni che, come spiegato durante la serata della Notte del Classico, continuano a parlare agli studenti anche oggi: parole che attraversano i secoli e che dai banchi di scuola accompagnano il percorso di crescita e di vita.
La prima citazione è del poeta Pindaro: “Γένοι’ οἷος ἐσσὶ μαθών”, tradotta “Diventa ciò che sei dopo averlo imparato”. Un invito a ricercare la propria essenza più autentica, a conoscerla e a portarla a compimento attraverso lo studio e la consapevolezza di sé.
La seconda è l’espressione “Τέτλαθι δὴ κραδίη”, “Sopporta, cuore!”, parole con cui Odisseo incita sé stesso a resistere nelle difficoltà. Un’esortazione a non cedere alla disperazione, ricordando che anche le prove più dure possono essere superate.
Infine, un frammento della poetessa Saffo, racchiuso in una sola parola: “ἰοίην”: “che io possa andare oltre”. Un desiderio di speranza e di cambiamento, un invito a superare i limiti e le paure del presente per aprirsi a nuove possibilità.
Tre brevi citazioni, proiettate sulla facciata del liceo nelle notti che hanno preceduto l’evento, che hanno trasformato l’edificio scolastico in una pagina luminosa di letteratura antica. Un modo semplice ma suggestivo per ricordare che i classici non appartengono soltanto al passato, ma continuano a interrogare il presente e a offrire parole capaci di accompagnare le nuove generazioni.















