Un’auto vandalizzata durante la notte e un danno stimato in circa 1.900 euro. È quanto emerso nel processo per danneggiamento in corso davanti al Tribunale di Cuneo, che vede imputato un giovane residente a Borgo San Dalmazzo.
La parte civile, un ragazzo del posto, ha raccontato in aula di aver sporto querela nei primi giorni del maggio 2024 dopo aver trovato la propria auto gravemente danneggiata sotto casa, dove era stata parcheggiata la sera precedente.
"La mattina, verso le sei, stavo uscendo per andare al lavoro in officina – ha riferito – e ho trovato il finestrino lato passeggero spaccato, il tettuccio rigato e scritte ingiuriose sul cofano. Era stato anche forzato lo specchietto laterale, tanto che la centralina elettrica che lo comanda era andata in tilt".
Il danno complessivo è stato quantificato in circa 1.900 euro. Solo una parte però è stata coperta, perché all’epoca il proprietario dell’auto non aveva una polizza contro gli atti vandalici.
Tra i due sembrerebbe vi fosse già una conoscenza precedente: per un periodo avevano lavorato insieme nella stessa officina e frequentavano in parte gli stessi ambienti. In un’occasione successiva, fuori da un locale, i due si sarebbero anche confrontati. Secondo quanto riferito in aula, l’imputato avrebbe accennato al fatto che la parte civile avrebbe avuto una relazione con la sua ex compagna, circostanza che la parte civile ha però smentito. Nessuna richiesta di scuse o risarcimento sarebbe poi arrivata.
Il proprietario dell’auto ha inoltre spiegato di aver subito disagi lavorativi: la riparazione del veicolo è durata circa un mese, creando difficoltà negli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro.
A ricostruire le indagini sono stati i carabinieri della Stazione di Borgo.
Un maresciallo maggiore dei carabinieri, chiamato a deporre, ha spiegato che, dopo la denuncia, sono state visionate le telecamere di sorveglianza presenti nella zona del danneggiamento. "Nei fotogrammi vicino all’auto non c’era una certezza assoluta sull’identità della persona – ha dichiarato – ma ho riconosciuto l'imputato per conoscenza diretta". Gli investigatori hanno quindi ricostruito gli spostamenti del giovane nelle ore successive.
Attraverso altre telecamere stradali, in particolare quelle di un distributore automatico di bevande, sarebbe stato possibile identificarlo con maggiore chiarezza. "L’abbigliamento era lo stesso della persona ripresa mentre danneggiava l’auto – ha riferito il maresciallo – ed era lo stesso che indossava quando si è presentato poi in caserma. Aveva anche una mano ferita".
Sui filmati ha riferito un altro carabiniere, che ha redatto le annotazioni investigative. "Nelle immagini si vede mentre riga l’auto e forza lo sportello – ha spiegato – e successivamente al distributore di bevande, con la mano sinistra sanguinante".
Il processo è stato rinviato al 7 luglio, quando verrà sentito un altro militare.














