La sala conferenze di Largo della Resistenza, a Bra, ieri - domenica 19 aprile- ha ospitato un piccolo universo in movimento: ottanta giocatori, ottanta storie, riunite attorno a sessantaquattro caselle. Dalle 11 alle 19, il tempo – scandito dal ritmo serrato del rapid 25+5 – ha preso la forma di una danza lucida e concentrata, in sei turni, tre al mattino e tre al pomeriggio, in cui ogni mossa pareva una sillaba pronunciata con cura.
L’evento, promosso dal circolo braidese “Il posto degli scacchi”, ha confermato la vitalità di una comunità che cresce, che si interroga e che trova nel gioco un luogo di confronto e di educazione. Sotto la guida attenta degli arbitri Monica Marincas ed Eros Ravera, le partite si sono svolte in un clima di rigore e serenità, come un orologio che non perde mai il passo.
A fare da cornice istituzionale, la presenza del Presidente del Comitato Regionale, Davide Spatola, e del Delegato provinciale e istruttore di base FSI, Simone Ribero, che hanno sottolineato l’importanza di occasioni come questa per radicare gli scacchi nel tessuto culturale del territorio. Accanto a loro, Raphael Babilonia, istruttore e direttore dell’HOC Academy, ha portato l’energia di un progetto che punta a formare non solo giocatori, ma cittadini consapevoli, capaci di leggere il mondo con la stessa attenzione con cui si leggono le posizioni sulla scacchiera.
Il circolo di Bra, “Il posto degli scacchi”, ha accolto i partecipanti con la dedizione di chi costruisce una casa aperta. Il presidente Giuseppe Ingrassia e il vicepresidente Antonio Marletta hanno visto materializzarsi, tra tavoli e orologi, il frutto di un lavoro paziente e condiviso. Tra gli ospiti, anche Bertrand Lods, rappresentante del gruppo di Pinerolo, a testimonianza di una rete che supera i confini locali e si fa dialogo tra realtà diverse.
Tra le presenze più luminose, quella di Alessandro Federico Bisetto, Campione Italiano Assoluto Under 8, simbolo di un futuro che si affaccia con sicurezza su un gioco antico. Nei suoi gesti rapidi e precisi si leggeva la promessa di un talento che cresce, alimentato da passione e disciplina.
Il torneo, consultabile nei dettagli sulla piattaforma Vesus (https://vesus.org/event/9ajd8umb), ha visto alternarsi momenti di tensione e di silenzio, di calcolo e di intuizione, in un equilibrio sottile che solo gli scacchi sanno custodire. Ogni partita era una storia, ogni finale una piccola epifania.
Bra, per un giorno, è diventata un crocevia di menti e di visioni, un luogo in cui il tempo si è contratto e dilatato al ritmo delle mosse. E mentre le ultime partite si chiudevano e le luci della sala si affievolivano, restava nell’aria quella sensazione rara di aver partecipato a qualcosa che, pur nella sua semplicità, sa toccare corde profonde: il piacere di pensare insieme, di misurarsi, di crescere.

























