A pochi giorni di distanza dall’inizio dei saldi estivi, è possibile stilare un primo bilancio e ciò che emerge è che: “Da soli, non sono più un motore dei consumi”, spiega Nadia dal Bono, direttore generale di Confesercenti provincia di Cuneo.
“Sostanzialmente - prosegue dal Bono - con l’andamento del 2025 si riscontra una leggera flessione, che è più evidente nel settore dell’abbigliamento e degli accessori. Di certo però, gli sconti non sono sufficienti a rilanciare la domanda. Segno evidente che il trend è cambiato e cambierà sempre di più”.
Il perché è presto detto: “Gli acquirenti di questo periodo - spiega il direttore generale Confesercenti Cuneo - cercano convenienza, giustamente, ma acquistano solo ciò che ritengono realmente necessario. L’offerta diciamo “calmierata” è ormai presente su tutti i prodotti tutto l’anno, durante il quale è possibile utilizzare promozioni, vendite speciali o magari mirate verso un certo tipo di clientela. Dai punti accumulati ai vantaggi nel giorno del compleanno, non c’è che l’imbarazzo della scelta”.
Sicuramente - per le difficoltà economiche, per cambi repentini del clima, per una maggior informazione - il consumatore è sempre più selettivo e consapevole: confronta prezzi e rinvia gli acquisti non indispensabili.
“Proprio per questi motivi - sottolinea dal Bono - la competitività si gioca sempre di più sulla qualità dell’offerta, del servizio e dell’esperienza d’acquisto, oltre che sullo sconto”.
Per quanto riguarda i canali di vendita, la parte del leone la fanno ancora i centri commerciali, scelti dal 57% dei consumatori tanto da essere il canale meglio performante nel week end. Un luogo che in questi ultimi anni è diventato anche un punto di aggregazione.
“Dispiace notare - evidenzia il direttore generale Confesercenti - che i negozi di prossimità sono nelle ultime posizioni di scelta da parte del consumatore. Peccato, perché oltre alla qualità e al diverso rapporto umano, sono anche degli importanti presidi per la città e la comunità”.
Confesercenti ribadisce la sua proposta di trovare una collocazione più giusta per questo periodo tanto atteso e per farlo in maniera concreta e rilanciare un modello ormai stanco, ha organizza a livello nazionale una raccolta firme per chiedere al Parlamento di far slittare la data di inizio di almeno un mese.
Sul profilo @fismo.confesercenti trovate link e istruzioni dettagliate per firmare la petizione.













