Disponibilità, ascolto, aiuto, accoglienza e sorriso: sono queste le parole che più si sono sentite oggi, sabato 5 settembre, a Roaschia durante l’ultimo saluto a Graziella Viale, scomparsa a 70 anni.

"Graziella c’era. C’era quando qualcuno aveva bisogno, sapeva ascoltare e lo faceva con il sorriso. Oggi tutte queste persone ci raccontano quanto bene abbia seminato negli anni", ha ricordato don Alberto Aimar durante la celebrazione.

Alle 17:00 la Chiesa dei Santi Bernardo e Dalmazzo si è riempita di persone, talmente tante che la chiesa, pur nella sua grandezza, non è riuscita ad accoglierle tutte. In tanti sono rimasti fuori per essere comunque presenti e accompagnare Graziella nel suo ultimo viaggio.
È forse questa l’immagine che meglio racconta ciò che Graziella Viale ha rappresentato per Roaschia. Non servono incarichi o titoli per misurare quanto una persona abbia lasciato alla propria comunità, basta guardare quante persone hanno sentito il bisogno di esserci.

Al funerale erano presenti amministratori, una ventina di sindaci con la fascia tricolore, alcuni rappresentanti dell’Unione Montana Alpi del Mare, del Parco Alpi Marittime, del GAL e delle istituzioni con le quali Graziella aveva collaborato nel corso degli anni. Persone con esperienze e idee politiche differenti, oggi unite nello stesso sentimento perché Graziella aveva saputo andare oltre le appartenenze. Per lei amministrare significava prima di tutto esserci, ascoltare e cercare di dare una mano.
Lo ha ricordato anche don Alberto durante l’omelia: "Il bene fatto non ha bisogno di essere raccontato. Lo ritrovi negli occhi delle persone, nei ricordi che ognuno porta con sé e nella presenza di una comunità che oggi è qui per dire grazie".

Graziella Viale è stata vicesindaco di Roaschia dal 2000, era presidente del Consiglio dell’Unione Montana Alpi del Mare ed era stata consigliere provinciale durante la presidenza di Federico Borgna.
Accanto all’impegno amministrativo c’era poi quello forse meno visibile, fatto di gesti quotidiani. Graziella era volontaria in parrocchia e donatrice di sangue; anche qui senza cercare riconoscimenti, semplicemente perché considerava naturale dedicare parte del proprio tempo agli altri.

Il sindaco Maurizio Paoletti l’ha ricordata come "un punto di riferimento per la comunità roaschiese e l’esempio della politica come servizio ai cittadini e non viceversa come spesso purtoppo accade ...", sottolineandone la generosità e l’attenzione verso chi aveva bisogno.

Oggi Roaschia ha mostrato concretamente quanto quelle parole fossero vere perchè Graziella ha attraversato generazioni diverse, ha conosciuto amministratori, famiglie, anziani e giovani. Ognuno conserva un episodio, una parola, un sorriso, una telefonata o semplicemente il ricordo della sua presenza.

In un periodo nel quale la politica viene spesso percepita come distante dalle persone, il suo percorso racconta qualcosa di diverso: il servizio verso una comunità può essere fatto anche con semplicità, presenza e senso del dovere.

Roaschia oggi ha salutato, una sua cittadina, una sua amministratrice e soprattutto, però, ha salutato Graziella. E dai tanti ricordi ascoltati durante questo lungo pomeriggio emerge una certezza: ciascuno porterà con sé qualcosa di lei. E sarà un ricordo bello.












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