La Vespa come simbolo di un legame che attraversa generazioni, unisce memoria industriale e passione e diventa anche uno strumento per valorizzare il territorio. È questo il significato del “Muretto del Vespista”, inaugurato domenica 13 settembre a Lesegno, in un anno particolarmente significativo per la storia dello scooter Piaggio, che nel 2026 celebra gli 80 anni dalla sua nascita.
All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale Paolo Bongioanni e il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia, il consigliere generale della Fondazione CRC Mario Arnaldi, Fabio Mottinelli per l’Unione e Massimo Gula per il GAL Langhe e Roero. Presenti anche amministratori del territorio, rappresentanti dei Vespa Club, volontari, associazioni e numerosi protagonisti che hanno contribuito alla nascita dell’iniziativa.
Il nuovo spazio non vuole essere soltanto un omaggio alla Vespa, ma un vero e proprio luogo della memoria, capace di raccontare il rapporto tra il celebre scooter, la Piaggio e il territorio cebano. A ricordarlo è stato il sindaco di Lesegno, Emanuele Rizzo, nel corso del suo intervento.

“È con grande piacere che oggi inauguriamo questo piccolo, ma per noi molto significativo, spazio dedicato alla Vespa e alla sua storia”, ha detto il primo cittadino, sottolineando come la celebrazione degli 80 anni rappresenti l’occasione per riscoprire anche una pagina della storia industriale locale.
Il riferimento è allo stabilimento Piaggio di Ceva, dove l’azienda si insediò alla fine del 1943 principalmente per la produzione di componenti destinati ai settori aeronautico e ferroviario. Dopo la guerra, lo stabilimento contribuì anche alla realizzazione di componenti destinati alla Vespa, a partire dal 1946, rimanendo attivo fino al 1951.
“Sono pochi anni, ma rappresentano una pagina importante della storia industriale del nostro territorio”, ha ricordato Rizzo.

Proprio da questo legame è nata l’idea del Muretto. Un progetto che ha trovato uno dei suoi primi spunti nella passione di Maurizio Silvano, conosciuto da tutti come “Ceto”, collezionista di Vespe e mezzi d’epoca. Da quella intuizione si è sviluppato un progetto più ampio, pensato per inserire la storia della Vespa in un percorso di valorizzazione del paese.

Murales, panchina gigante, interventi sul ponte autostradale e striscione a tema Vespa sono così diventati, insieme al nuovo Muretto, tasselli di una stessa strategia. “Elementi diversi, realizzati in momenti differenti, ma che possiamo leggere come tasselli di un’unica idea di valorizzazione del territorio, attraverso l’arte, la creatività, la memoria e le storie che ci appartengono”, ha spiegato il sindaco.
Un progetto destinato a crescere, con l’obiettivo di trasformare Lesegno in un luogo capace di incuriosire chi vi abita e chi vi arriva, invitandolo a fermarsi e conoscere la storia del territorio. “Il Muretto del Vespista, quindi, non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza”, ha sottolineato Rizzo. E la frase conclusiva racchiude il senso dell’iniziativa: “La Vespa ha ottant’anni, ma la sua storia continua a viaggiare”.

Particolarmente intenso è stato il momento dedicato a Giuseppe Caramello, memoria storica della Piaggio di Ceva, scomparso pochi mesi fa all’età di 94 anni. La sua testimonianza, raccolta quando era ancora in vita, è stata inserita nel progetto e rimarrà a disposizione di chi visiterà il Muretto.
“Rimarrà qui, perché possa essere conosciuta anche dalle generazioni future”, ha ricordato il sindaco, ribadendo il valore della memoria come elemento centrale dell’iniziativa.
A rendere ancora più speciale l’inaugurazione è stata inoltre la presenza delle nipoti di Corradino D’Ascanio, Maria, Paola e Anna, arrivate appositamente da Pisa. La famiglia dell’inventore della Vespa e dell’elicottero ha infatti concesso la possibilità di collocare sul Muretto una piastrella dedicata a D’Ascanio, trasformando così il nuovo spazio in un omaggio diretto a una delle figure fondamentali della storia della Vespa.

Un ruolo importante nel rendere possibile questo incontro è stato svolto da Arcangela Ricci, che ha fatto da tramite con i discendenti di D’Ascanio. A lei sono state consegnate due targhe speciali di ringraziamento. Durante la cerimonia sono stati inoltre ricordati Fulvio Relmi, referente culturale del Vespa Club d’Italia per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria e presidente del Vespa Club Fossano, e Maurizio Vigna-Taglianti, presidente del Vespa Club Bisalta, che ha sostenuto la divulgazione e la promozione del progetto, pur non potendo essere presente all’inaugurazione.
Numerosi sono stati i contributi che hanno accompagnato la realizzazione dell’iniziativa. Tra i protagonisti e collaboratori figurano Giampaolo Del Buono, Paride Lancellotti, Simone Balsamo, Thani Prelido e Mauro Tiozzo, insieme ai Vespa Club e ai volontari che hanno messo a disposizione tempo, competenze e passione.

Fondamentale anche il sostegno della Fondazione CRC, attraverso il bando Primavera, della Regione Piemonte e della Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana. Un ringraziamento è stato rivolto inoltre all’Associazione di Mutuo Soccorso Lesegno Prata, all’associazione RAS-CIA-CUNE, all’agenzia di comunicazione ACD di Alessandro Casti, a Prana, Ceramiche Besio e al Comune di Lesegno.
Dietro al “Muretto del Vespista” c’è dunque una rete di persone, istituzioni, associazioni e appassionati. Una collaborazione che ha trasformato una semplice idea nata dalla passione per le Vespe in un progetto capace di raccontare il passato e, allo stesso tempo, guardare al futuro.















