A Ceva il fungo non è un semplice ingrediente di stagione. È da decenni una delle voci che tengono in piedi l'economia di questo angolo di Piemonte, tra i boschi del Cebano e l'Alta Valle Tanaro. La città ha saputo leggere per tempo il valore di questa ricchezza spontanea, costruendole attorno un'identità precisa, divenuta nel tempo un prezioso biglietto da visita per far conoscere quest’area ben oltre i confini provinciali. Un patrimonio che ogni anno viene celebrato con la Mostra del Fungo, e che quest’anno andrà in scena sabato 19 e domenica 20 settembre per la sua 65ª edizione. Un traguardo eccezionale, che quest’anno si arricchisce per il riconoscimento dell’evento come “Mostra internazionale”.

Il momento giusto per i funghi
Settembre è la stagione d'oro del fungo, e la Mostra Internazionale del Fungo arriverà puntuale a celebrarla. Il cuore del racconto enogastronomico di questa edizione avrà il suo simbolo nel piatto celebrativo che, nato dall'intuizione di Ernesto Rebaudengo e portata avanti da Maurizio Galliano dal 2000, quest’anno avrà come protagonista una specie insolita di funghi: il Rhodotus palmatus. Si tratta di un fungo assai difficile da trovare, ma scelto soprattutto per far conoscere al grande pubblico un prodotto quasi introvabile e la cui sopravvivenza è ormai minacciata dai cambiamenti climatici.

Sessant'anni di radici salde
Dietro l'etichetta internazionale conquistata quest'anno c'è un percorso lungo più di sei decenni. Tutto cominciò come una festa di paese ma, passo dopo passo, la manifestazione seppe guadagnarsi un posto tra i momenti di confronto più prestigiosi della micologia italiana, senza mai smarrire il legame con il suo territorio. È proprio questa solidità ad aver consentito all'evento cebano il salto di qualità che ha finito col richiamare micologi da tutta Italia, oltre che da Francia e Svizzera. Anche perché, col tempo, dalla manifestazione è nato il Museo del Fungo di Ceva, oggi riconosciuto tra le eccellenze nazionali del settore.

Un museo a cielo aperto dedicato ai funghi
Il programma prenderà il via sabato 19 settembre alle 10.30 con il taglio del nastro davanti al Duomo. Da lì si dipanerà un percorso che dividerà la città in più aree tematiche. Il cuore scientifico resterà affidato al Gruppo Micologico Cebano, che trasformerà le vie del centro in un museo a cielo aperto con un centinaio di specie esposte, insieme a erbe di campo e percorsi pensati per chi si avvicina al mondo dei micologi per la prima volta. Attorno all'esposizione troveranno spazio, in modo ancor più marcato rispetto alle passate edizioni, proposte di cultura, buona tavola e promozione del territorio. Tra le novità da segnalare, domenica alle 5.30 del mattino, il debutto del suggestivo concerto all'alba nell'area del Campanone.
Info: www.mostradelfungo.it














