Dodici colpi sparati dalla pistola legalmente detenuta per uso sportivo da Roberto Mollo.
Quanti di questi abbiano colpito e ucciso Gjovalin Lazri, nella notte tra sabato e domenica scorsi a Baldissero d’Alba, sarà l’autopsia a stabilirlo.
È stata fissata pochi minuti fa e sarà eseguita mercoledì alle 9 a Torino. La zona del corpo dove è stato colpito il 36enne di origini albanesi è quella tra collo e spalla.
Gli inquirenti sanno che sarà un esame fondamentale per ricostruire la dinamica di una tragedia che, inevitabilmente, è stata accostata a quella del gioielliere Mario Roggero.
Inevitabili anche le numerose prese di posizione sulla vicenda. Ma prima di qualunque giudizio è necessario stabilire nel dettaglio che cosa sia accaduto quella notte.
L’autopsia sarà dirimente in tal senso. Attraverso l’analisi del proiettile e del foro di entrata e di eventuale uscita, il medico legale potrà fornire elementi sulla traiettoria, sulla distanza di sparo e sulla posizione della vittima rispetto a chi ha sparato.
Le domande ancora aperte
Nel frattempo le indagini proseguono a tutto campo. Resta da chiarire con quante persone fosse Lazri quella notte. Forse altre tre o addirittura quattro. E con quanti e quali mezzi fossero arrivati alla cascina.
Gli investigatori stanno cercando di capire se il gruppo sapesse della presenza, nel cascinale in ristrutturazione, di materiale edile per un valore che si aggirerebbe sui 20 mila euro, tra tegole, pianelle e attrezzature. E soprattutto come avrebbe eventualmente potuto portarlo via.
Al momento si cerca il mezzo, o i mezzi, con i quali il resto del gruppo potrebbe essere fuggito dopo la sparatoria.
Mollo, nel frattempo, resta indagato a piede libero per omicidio volontario. Al momento non vengono ravvisati elementi tali da giustificare una misura cautelare.
Era lì, a casa sua, quando, nel pieno della notte, ha sentito e poi visto delle persone travisate nella sua proprietà, nella parte della cascina ancora in ristrutturazione, adiacente a quella dove vive da pochi mesi. Ha preso l’arma, che sa utilizzare, e ha sparato dal balcone. Dodici colpi, parrebbero.
Sperava forse di spaventare quei malviventi. Purtroppo ha ucciso.
"È un uomo affranto", spiegano gli inquirenti. Un autotrasportatore, appassionato di animali, descritto da chi lo conosce come una persona perbene.
A Baldissero, paese di circa un migliaio di abitanti dove ci si conosce tutti, il caso ha provocato una forte reazione. Molti abitanti si sono schierati al fianco di Mollo, in un territorio dove anche episodi di furto, pur non configurando una vera e propria recrudescenza secondo i numeri disponibili, alimentano una percezione di insicurezza diffusa.
E dopo quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica, insieme al dolore, cresce anche la rabbia.
"Prima di qualunque giudizio bisogna ricostruire la dinamica. Attendiamo l'autopsia" spiega il legale Piermario Morra. La ricostruzione di Baldissero, infatti, è ancora nelle sue fasi iniziali. Ci sono dodici colpi da analizzare, una vittima raggiunta tra collo e spalla, un gruppo di persone che sarebbe entrato nella proprietà e una fuga ancora da ricostruire.
"L'autopsia è un atto pacificamente significativo. Noi avremo la possibilità di nominare i nostri consulenti. Abbiamo fiducia e rispetto nel lavoro della Procura di Asti". Il legale sottolinea l’importanza delle future consulenze balistiche. "Non è detto che sia un colpo di rimbalzo", spiega.
Morra parla di "una tragedia" e sostiene che il suo assistito "non voleva uccidere nessuno". Secondo il legale, sarà fondamentale chiarire anche la presenza del gruppo di persone nella proprietà, le modalità con cui sarebbe avvenuta l’introduzione nella cascina e gli elementi relativi al presunto tentativo di furto.
"Non c’è stato alcun interrogatorio e non è stato nemmeno delegato un interrogatorio ai carabinieri", precisa inoltre Morra, riferendo che negli atti comparirà per la prima volta anche un capo di imputazione con il riferimento all’articolo 360 del codice penale.
Ora la parola passa agli accertamenti tecnici. L’autopsia di mercoledì sarà uno dei primi passaggi decisivi per stabilire come sia morto Lazri e per aggiungere un tassello alla ricostruzione di quella notte.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Asti, proseguono.













