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Economia | 02 ottobre 2026, 15:03

Il "lavoro buono" cuneese conquista Roma: Confindustria pronta a esportare il modello di Fondazione Industriali

Due giorni nella capitale tra la sede di Confindustria, il Senato e il CNEL. Annunciato un protocollo di almeno tre anni con Fondazione CRT. Nel 2026 la Fondazione ha registrato 56 inserimenti nelle aziende e 11 nei Comuni. La presidente Cirio: "Torniamo da Roma con ancora più convinzione: avanti così"

Il "lavoro buono" cuneese conquista Roma: Confindustria pronta a esportare il modello di Fondazione Industriali

Da Confindustria nazionale al Senato, fino al CNEL. Si chiude con un importante riconoscimento al modello costruito nel Cuneese la due giorni romana di Fondazione Industriali ETS, che tra il 30 settembre e il 1° ottobre ha presentato il proprio progetto del “lavoro buono” ai vertici del sistema confindustriale e delle istituzioni nazionali.

Tre appuntamenti diversi, accomunati dal confronto sul ruolo del lavoro come strumento di inclusione, dignità e sviluppo e dalla convinzione che la collaborazione tra imprese, istituzioni e Terzo settore possa offrire risposte concrete sia alle persone più fragili sia ai bisogni delle aziende e dei territori.

Nella sede nazionale di Confindustria, Fondazione Industriali è stata ricevuta dal Vicepresidente Angelo Camilli e dal Direttore generale Maurizio Tarquini, alla presenza della Presidente della Fondazione Giuliana Cirio, del Presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna e di una rappresentanza degli imprenditori soci.

Confindustria ha manifestato la volontà di far conoscere l’esperienza cuneese alle proprie associazioni territoriali, favorendone il racconto e la possibile replicabilità in altre regioni. Camilli ha sottolineato il valore di una Fondazione nella quale gli imprenditori scelgono di impegnarsi direttamente, economicamente e personalmente, mettendo a disposizione della comunità un modello che ha già prodotto risultati concreti. Tarquini ha evidenziato invece la capacità del progetto di superare le singole iniziative di responsabilità sociale attraverso un’azione collettiva, consolidata e strutturata, fondata sul valore del “lavoro buono”. «L’impresa cresce bene dove si vive bene», ha ricordato Tarquini, indicando nell’esperienza cuneese un modello da portare all’attenzione del sistema Confindustria.

All’incontro hanno portato la propria testimonianza anche gli imprenditori soci Matteo Rossi Sebaste, uno dei Vicepresidenti di Fondazione Industriali, Giuseppe Pacotto, Serena Tosa e Valentina Dogliani, raccontando il valore del progetto tanto per le aziende quanto per il territorio.

La missione è proseguita il giorno successivo al Senato della Repubblica, nella Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama, con la conferenza “Il lavoro buono al servizio del territorio. Quando il lavoro genera valore sociale”, organizzata su iniziativa della Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando e moderata dal giornalista Vanni Caratto.

Davanti a una sala gremita, con una numerosa presenza di imprenditori della provincia di Cuneo, Fondazione Industriali ha presentato i percorsi costruiti in questi due anni di attività a favore di migranti, persone con disabilità, detenuti prossimi al fine pena, donne escluse dal mercato del lavoro e, più in generale, persone che vivono situazioni di fragilità.

Sono intervenuti, tra gli altri, il Senatore Giorgio Maria Bergesio, il Presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, la Sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, la Presidente di Fondazione CRT Anna Maria Poggi, Michele Pianetta, referente dell’area Pubblica amministrazione di Fondazione Industriali, Bruno Mellano, referente dei progetti in ambito carcerario, e l’imprenditrice Valentina Dogliani.

Proprio in Senato è stato annunciato un ulteriore passaggio nella crescita del progetto: Fondazione Industriali e Fondazione CRT renderanno strutturale la propria collaborazione attraverso un protocollo pluriennale, destinato ad accompagnare per almeno tre anni gli interventi e i percorsi di inserimento lavorativo.

La Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, ha commentato: «Una buona pratica non deve essere un’eccezione e quindi la sfida che dobbiamo raccogliere è creare le condizioni perché ciò che funziona possa diventare un modello, venire replicato e trasformarsi in prassi, dove possibile. Credo sia corretto guardare al Terzo settore non come a un soggetto che interviene per coprire spazi dove il pubblico non riesce ad arrivare, ma come a un coprotagonista della programmazione e della costruzione delle politiche pubbliche. In questo senso, abbiamo ormai acquisito i principi della sostenibilità e della coprogettazione: parliamo di un Terzo settore straordinariamente vasto, articolato e vitale, fatto di associazioni, volontari, cooperative e imprese sociali, capaci di produrre non soltanto solidarietà, ma anche competenza, innovazione e coesione, con un minimo comune denominatore: il lavoro di qualità. Un concetto di portata generale, che significa lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito e che deve essere sostenuto da politiche pubbliche capaci di trasformare le esperienze positive in opportunità concrete e strutturali per le persone e per i territori».

A raccontare la concretezza del progetto sono innanzitutto i numeri raggiunti da Fondazione Industriali nel 2026: oltre 240 persone registrate sulla piattaforma del lavoro buono, 56 inserimenti lavorativi nelle aziende private e 11 inserimenti direttamente nei Comuni, con 70 Amministrazioni locali coinvolte. A questi si aggiungono i primi progetti nelle carceri di Alba e Saluzzo e nuove esperienze dedicate all’inserimento delle persone con disabilità.

La due giorni si è conclusa al CNEL, dove la delegazione di Fondazione Industriali è stata accolta dal Presidente Renato Brunetta e da Emilio Minunzio, Presidente del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale. Ha partecipato anche Filippo Giordano, Coordinatore scientifico del Segretariato CNEL.

Il confronto si è concentrato in particolare sul tema del lavoro in carcere. Brunetta ha richiamato lo spirito dell’articolo 27 della Costituzione e la necessità di garantire anche all’interno degli istituti penitenziari un lavoro fondato sugli stessi diritti riconosciuti all’esterno. «La sicurezza si costruisce anche offrendo alle persone una concreta possibilità di reinserimento - ha sottolineato -. Se ogni persona detenuta può investire sul proprio futuro, investe allo stesso tempo sulla comunità e sull’economia». Una sfida che, secondo il Presidente del CNEL, richiede il coinvolgimento diretto delle imprese, a patto però che siano messe nelle condizioni di poter creare reali opportunità di lavoro all’interno delle carceri.

A tracciare il bilancio complessivo della missione romana è la Presidente di Fondazione Industriali, Giuliana Cirio. Le sue parole: «Sono state due giornate molto intense, ma soprattutto confortanti, perché torniamo a casa con la certezza che il mondo delle istituzioni che ci ha aperto le porte e ci ha accolto sta lavorando sulla stessa lunghezza d’onda del mondo delle imprese. In Confindustria abbiamo trovato la volontà concreta di far conoscere il nostro modello in altri territori; in Senato abbiamo potuto raccontare i risultati raggiunti e rafforzare una rete tra pubblico, privato e Terzo settore; al CNEL abbiamo scoperto una forte convergenza sul lavoro che stiamo cercando di costruire anche nelle carceri. I nostri sforzi per offrire opportunità alle persone fragili si inseriscono dunque in una cornice istituzionale e normativa che li comprende e li sostiene. Questo ci dà ancora più forza. Gli imprenditori dedicano tempo, energie e risorse a questi progetti perché credono che il lavoro possa restituire autonomia, libertà e dignità alle persone. E quando da una responsabilità individuale si riesce a costruire un progetto collettivo e concreto, capace nello stesso tempo di aiutare chi rischia di restare escluso e di rispondere ai bisogni delle imprese e dei territori, significa che la strada è quella giusta. Torniamo da Roma con ancora più convinzione: avanti così».


 

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