C’era anche un’importante voce cuneese al XV Convegno nazionale dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (AMEI), intitolato “L’arte del noi - Musei ecclesiastici e comunità”: Laura Marino, direttrice del Museo Diocesano di Cuneo e vicepresidente vicaria dell’associazione. Oltre 60 tra direttori, conservatori, operatori ed esperti del settore, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati nel Complesso Monumentale di San Domenico a Prato per due intense giornate di confronto dedicate al rapporto tra musei e comunità.
Nel trentennale dalla nascita di AMEI, l’incontro ha riaffermato la visione del museo ecclesiastico non soltanto come luogo di conservazione e tutela, ma come “soglia viva”: uno spazio dinamico di incontro, memoria, mediazione e cittadinanza attiva, capace di mettersi in profondo ascolto della società contemporanea.

Una nuova visione: custodire e generare cultura
Dopo i saluti istituzionali delle autorità e dei rappresentanti del territorio, i lavori sono entrati nel vivo con l’illuminante video-intervento di don Giuliano Zanchi (Collezione Paolo VI - Arte Contemporanea di Concesio), che ha tracciato la rotta dell’evento: i musei devono sempre più trasformarsi in luoghi di sperimentazione, esperienza reale e vissuto quotidiano, superando la mera dimensione contemplativa per diventare istituzioni che non solo custodiscono il passato, ma soprattutto generano cultura contemporanea.
Un concetto rafforzato e condiviso nelle importanti sinergie con le grandi realtà nazionali e internazionali, testimoniate dagli interventi di Antonella Pinna, Presidente di ICOM Italia, che ha evidenziato il forte legame tra le due associazioni, e di Federico Zaina del Museo Egizio di Torino. Dal dibattito sono emersi due principi guida fondamentali per le sfide future: la convinzione che il museo non rinunci mai alla propria autorevolezza quando si mette in ascolto, e la consapevolezza che il rapporto con le persone non possa e non debba esaurirsi nella semplice visita. la sessione inaugurale si è conclusa con l’intervento della Presidente Rita Capurro, che ha tracciato la cornice dell’intero convegno richiamando con emozione i tanti volti e le diverse anime che compongono la comunità dei musei AMEI.

Le buone pratiche e la mostra nel chiostro
Di particolare rilevanza è stata la presentazione delle buone pratiche, che ha mostrato la concretezza con cui gli istituti ecclesiastici tessono legami virtuosi con la società. Tra le esperienze raccontate, don Antonio Loffredo ha illustrato la realtà di riscatto sociale del Rione Sanità a Napoli con la Cooperativa Sociale La Paranza, le Catacombe di San Gennaro e il Museo Diocesano Diffuso (MuDD); Barbara Mastrocola ha presentato il Museo Diocesano dell’Arte Recuperata (MARec) nelle Marche, nato per dare una casa alle opere salvate dal terremoto; infine, Veronica Bartoletti del Museo dell’Opera del Duomo di Prato ha mostrato come coinvolgere il pubblico attraverso il gioco e la partecipazione.
Ad arricchire ulteriormente il racconto è stato l’allestimento nel chiostro di San Domenico, dove la mostra dei poster inviati dai musei partecipanti ha trasformato lo spazio in un luogo informale di scambio e ispirazione. I pannelli, ricchi di immagini, testimonianze e approfondimenti online, hanno favorito continue interazioni tra i presenti. Il confronto ha trovato ulteriore profondità nei contributi di don Nunzio Falcicchio e Francesca D’Agnelli dell'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI, focalizzati sulle sinergie dell'alleanza MAB (Musei, Archivi e Biblioteche) e sul dialogo con le comunità educanti. In questo scenario, Andrea Nante ha illustrato le linee guida e i progetti delle 80 diocesi che hanno aderito all'iniziativa "Nel tuo Nome: l'arte parla di comunità", promossa in occasione del Giubileo 2025 per rendere l'eredità culturale ed ecclesiastica un volano per la crescita dei territori.

La voce di Cuneo: «Un museo vivo, per la comunità e con la comunità»
«Il Museo Diocesano di Cuneo è molto legato all’AMEI e ne segue da vicino le attività – sottolinea Laura Marino –. Il tema scelto per il convegno ci riguarda direttamente, perché significa riflettere su come i nostri musei non debbano soltanto accogliere, ma lavorare per le comunità e con le comunità. Cerchiamo di rendere le nostre sale un luogo vivo per tutti coloro che vi entrano, offrendo, attraverso le storie custodite nel museo, le visite e le attività, spunti capaci di parlare anche alla vita di ciascuno. È stato molto utile confrontarci con le buone pratiche dei colleghi, con le prospettive proposte da ICOM e dal Museo Egizio e con i tre workshop operativi».
La delegazione cuneese ha inoltre presentato un poster dedicato al progetto integrato MAB – Museo, Archivio e Biblioteca del 2023. «Da quell’esperienza – aggiunge Marino – è nata una caccia al tesoro, poi sperimentata insieme ai ragazzi delle periferie coinvolti nel progetto Costellazione di Caritas. È stato un modo concreto per mettere in rete realtà diverse e costruire nuove occasioni di partecipazione attorno al patrimonio culturale».

I workshop, la "Cattedrale Segreta" e il Direttivo
La mattina del sabato è stata dedicata alla sperimentazione operativa attraverso tre workshop partecipativi guidati da esperti del settore: Giovanna Brambilla (esperta di pedagogia del patrimonio e welfare culturale) ha guidato il tavolo dedicato al ruolo dei musei nei percorsi di reinserimento sociale dei giovani sottoposti alla messa alla prova, approfondendo il museo come «terzo luogo» e spazio di giustizia riparativa e mediazione; Melania Longo (storica dell'arte ed educatrice museale) ha condotto il laboratorio sulle didascalie partecipate per produrre nuovi sguardi sul patrimonio; infine Francesca Lambertini (di BAM Strategie Culturali) ha coordinato il workshop dedicato all'autovalutazione dell’impatto sociale delle attività svolte.
A completamento dell'esperienza pratese, già nella serata di venerdì i partecipanti avevano vissuto un’emozionante visita guidata in notturna al percorso "Cattedrale Segreta" grazie a Prato Cultura, alla scoperta degli ambienti nascosti del Duomo di Prato: dal passaggio tra la Cappella della Sacra Cintola e la facciata romanica di Guidetto da Como, fino al pulpito di Donatello e Michelozzo e alla contemplazione degli affreschi di Filippo Lippi.

L'evento ha rappresentato anche il primo Convegno Nazionale condotto sotto la guida del Direttivo in carica da novembre 2025, guidato dalla Presidente Rita Capurro, con Laura Marino (Vicepresidente vicaria), don Nunzio Falcicchio (Vicepresidente) e i consiglieri Veronica Bartoletti, Fabio Francesco Grippaldi, Marco Maran, Paola Martini, Barbara Mastrocola e Silvia Oppo. I lavori si sono conclusi con l’annuncio della pubblicazione degli atti per tutti i soci AMEI e l'appuntamento è stato rinnovato per la prossima edizione, tra due anni, per continuare a dimostrare che la vita dei musei, prima di tutto, si fa insieme.




















