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Artigianato | 14 ottobre 2026, 14:30

Linea Verde Start di Rai 1 alla scoperta dell'artigianato della provincia di Cuneo

Sabato 17 ottobre alle 12 la puntata condotta da Federico Quaranta: da Carrù a Mondovì, tra macchine agricole, maniscalcheria, ceramica, campane e cucina, le storie degli artigiani di Confartigianato tra saper fare antico e innovazione

Linea Verde Start di Rai 1 alla scoperta dell'artigianato della provincia di Cuneo

Ai piedi delle Alpi Occidentali, tra montagne, valli, colline e pianure, l’artigianato diventa la chiave per raccontare l’identità di un territorio e il suo sguardo sul futuro. È questo il filo conduttore della puntata di Linea Verde Start dedicata alla provincia di Cuneo, in onda sabato 17 ottobre alle ore 12 su Rai 1, condotta da Federico Quaranta. Il programma, realizzato in collaborazione esclusiva con Confartigianato, accompagna il pubblico alla scoperta di un Piemonte in cui il saper fare custodisce la memoria dei luoghi e si rinnova grazie alla creatività, alla tecnologia e alle nuove generazioni.

Al centro della puntata, le testimonianze degli imprenditori e degli artigiani associati a Confartigianato Imprese Cuneo, interpreti di un patrimonio produttivo che continua a generare valore per le comunità locali.

A Carrù, Albino Rocca, artigiano delle macchine agricole, racconta l’evoluzione del lavoro nei campi e di un’impresa nata dalla necessità di adattare e costruire attrezzature per l’agricoltura. Dalle prime riparazioni nella casa paterna alla progettazione e realizzazione di mezzi specializzati, la sua storia testimonia la capacità artigiana di trasformare l’esperienza e l’ingegno in soluzioni concrete. Un percorso che ha portato anche a innovare il settore attraverso l’adattamento dei quad alle esigenze agricole, dimostrando come un’intuizione possa aprire nuove strade.

A Roccaforte Mondovì, Luca Cortese, artigiano maniscalco, mostra un mestiere nel quale la competenza tecnica si accompagna a una profonda relazione con i cavalli. Dalla cura dello zoccolo alla lavorazione del ferro nella forgia, ogni intervento richiede esperienza, sensibilità e attenzione al benessere dell’animale. Un lavoro che non può prescindere dalla manualità e dalla conoscenza maturata sul campo e che trova nella passione personale la sua prima ragion d’essere.

La cucina diventa invece il racconto dei sapori e delle materie prime del territorio con Ezio Damiano, cuoco a Cuneo de “Il nuovo Zuavo”. Protagonisti della sua preparazione sono i tajarin al Castelmagno e pepe, un piatto che unisce la tradizione gastronomica della Valle Grana, il formaggio simbolo di queste montagne e le farine biologiche dei mulini locali. Una ricetta che valorizza le produzioni del territorio e dimostra come anche la cucina artigiana sappia trasformare ingredienti autentici in un’esperienza capace di raccontare un’identità.

A Mondovì, Giovanni Rovea, artigiano della ceramica - Ceramiche Besio 1842, accompagna Federico Quaranta alla scoperta di una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento. Attraverso la storia della ceramica monregalese, dalle antiche manifatture alla scelta di puntare sulla qualità e sulla produzione artigianale, emerge il valore di una conoscenza tramandata nel tempo. La sua testimonianza mette in luce anche le difficoltà di un mestiere che richiede passione e dedizione, insieme alla necessità di mantenere viva una tradizione che rischia di rimanere affidata a un numero sempre più ridotto di artigiani.

Sempre a Mondovì, Amilcare Gallo, Ecat Orologi e Campane, apre le porte di una vera e propria fabbrica del tempo. La sua attività unisce competenze meccaniche, tecnologie elettroniche e lavorazioni legate a una tradizione secolare. Se gli orologi da campanile si sono evoluti grazie alla meccanizzazione e ai sistemi di controllo, la costruzione delle campane continua a seguire procedimenti antichi, nei quali la conoscenza dei materiali e l’esperienza artigiana restano fondamentali. La sua storia racconta anche il passaggio generazionale, con il figlio già coinvolto nell’attività.

Proprio il futuro dei mestieri artigiani trova una voce significativa nella testimonianza di Paolo Da Rin Zanco, apprendista impegnato nell’attività legata alle campane e agli orologi. Per i giovani, la tradizione non è un patrimonio immobile, ma una base dalla quale partire per sperimentare, introdurre novità e contribuire alla continuità delle imprese. Le radici diventano così il punto di partenza per costruire nuovi rami, capaci di dare linfa a competenze antiche.

A completare il percorso è Daniela Balestra, Presidente di Confartigianato Imprese Cuneo, che riflette sul rapporto tra intelligenza artigiana e innovazione tecnologica, sul valore dei giovani e sul ruolo delle imprese nella vitalità dei territori. La tecnologia rappresenta una risorsa fondamentale, ma è la sensibilità umana a rendere un prodotto unico: una capacità che nasce dall’esperienza, dalla creatività e dalla relazione con le persone e con la comunità. Per questo, sottolinea Balestra, è importante raccontare alle nuove generazioni un artigianato capace di unire manualità e innovazione, tradizione e nuovi mercati, creatività e strumenti tecnologici.

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