Guido Rossi, saluzzese, 42 anni, laurea in scienze politiche, prima dipendente della Bre oggi segretario dell’Astra Cuneo, deputato per un breve tratto nella XIII legislatura e per tutta la XIV (è stato vice capogruppo alla Camera dei Deputati per la Lega Nord) dopo quattro anni di esilio sabbatico è tornato alla politica attiva. Lo ha fatto aderendo a Generazione Italia e di fatto, quindi, al nuovo partito di Gianfranco Fini. “Padrino” del ritorno alla politica attiva dopo la chiusura tutt’altro che amichevole con il suo ex partito è stato il senatore Giuseppe Menardi, suo buon amico, nonché estimatore. Con il senatore Menardi, Guido Rossi una quindicina di giorni fa è stato a Roma per incontrare il presidente della Camera, incontro che poi non c’è stato per un improvviso impegno istituzionale di Fini. “La politica – dice - è un po’ una droga ed io mi sentivo in crisi d’astinenza”. Il suo nome era già circolato in occasione delle elezioni regionali, ma poi l’onorevole (“basta però con l’etichetta di ex leghista”) ha preferito attendere. Cosa farà adesso? Ce lo racconta lui stesso in questa intervista.
La sua presenza all’inaugurazione del circolo di Generazione Italia al fianco del vice ministro Adolfo Urso e del senatore Giuseppe Menardi ha segnato il suo ritorno alla politica attiva. Quanto le è mancato, ammesso che le sia mancato, in questo periodo l’impegno in politica.
Questi ultimi 4 anni sono stati un periodo di intensi e interessanti cambiamenti nella mia vita professionale, devo dire che non ho avuto molto tempo di sentire la mancanza di un impegno attivo, ovviamente la passione e l’interesse verso il mondo della politica non è mai venuto meno. D’altronde le passioni autentiche non si spengono mai.
Dopo la sua uscita dalla Lega aveva partecipato alla fondazione del Movimento Regionalista di cui è stato portavoce. Esperienza conclusa o porterà nel nuovo partito “Futuro e libertà per l’Italia” le tematiche che hanno segnato per tanti anno la sua azione politica?
Alcune delle tematiche sviluppate dal Movimento Regionalista sicuramente saranno portate all’attenzione del costituendo movimento “Futuro e libertà”, trovare un punto di sintesi tra la necessità di uno Stato nazionale che svolga bene i suoi compiti senza sprecare il denaro dei cittadini e la volontà di mettere in pratica una forte autonomia regionale credo sia uno degli obiettivi che si dovrà porre il Movimento guidato da Gianfranco Fini. Sul tema del federalismo e dell’autonomia si stanno sprecando molte parole e si sta facendo molta demagogia, è venuto il momento di passare ai fatti. Un tema che mi sta particolarmente a cuore è anche quello di difendere le prerogative del Piemonte, alla prese con una forte crisi che sta colpendo le PMI; non vorrei che dal centralismo romano si passasse alla sudditanza lombarda!
A proposito di Fini, Generazione Italia e nuovo partito, qual è stata la molla che l’ha spinta a tornare in campo. In sostanza: cosa le piace del nuovo nascente partito?
Lo scatto di orgoglio di Fini e le questioni politiche poste sui temi della democrazia interna e sulla legalità mi hanno positivamente impressionato, adesso bisogna passare dalle parole ai fatti per costruire un centro-destra che sappia superare e migliorare la gestione berlusconiana degli ultimi 15 anni.
Banalizzando un po’ o per usare una semplificazione giornalistica lei si sente più vicino al “falco” Fabio Granata o alla “colomba” Silvano Moffa?
Mi sembrano delle caratterizzazioni un po’ forzate, in ogni caso Futuro e Libertà non penso possa avere uno spazio politico senza mettere in forte discussione la leadership e la cultura dell’asse Berlusconi-Bossi.
Da cittadino un po’ particolare che idea si è fatto della politica che ha animato questa estate?
Il messaggio è stato chiaro, chi tenta di criticare o di dissentire viene colpito mediaticamente su temi non prettamente politici ma di tipo personale o familiare. Finché sei amico va bene, poi…
In provincia e in regione al governo c’è il dentro destra con due esponenti leghisti, Roberto Cota e Gianna Gancia. Da osservatore che giudizio da sul loro operato?
La mia non può che essere una valutazione di tipo esterno basata su fonti giornalistiche, in ogni caso mi sembra che Cota sia poco interessato alla guida del Piemonte e più attratto dalle dinamiche nazionali e di apparenza televisiva. Il giudizio sulla Gancia si intreccia con quello sull’utilità o meno dell’ente provinciale, con pochi soldi e poche competenze non si fa molto, mi sembra tuttavia che la presidenza Gancia non sia così differente dalla precedente gestione Costa.
Siccome non credo che la sua adesione a Generazione Italia presupponga la semplice militanza, cosa vorrebbe fare?
Adesso è il tempo di costruire e di aggregare poi si vedrà
Secondo lei si torna a votare presto?
Tutti dicono in primavera, mi sembra probabile anche se poco utile per il paese.
Infine, me lo consenta: nessun rimpianto per la sua precedente vita politica?
Ho fatto una scelta di coerenza politica e personale, bisogna saperne accettare anche le conseguenze.
Davvero non ha nessuna voglia di rivalsa nei confronti dei suoi vecchi compagni di viaggio?
La rivalsa dell’ex non porta lontano e non è un biglietto di credibilità verso la gente, preferisco essere propositivo e positivo con le mie idee e la mia persona.













