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Politica | 27 dicembre 2011, 07:00

La discussa centrale a biomasse di Paesana approda questa sera ai banchi del Consiglio Comunale

Da approvare anche il servizio associato di Polizia Municipale ed una variante al Piano Regolatore, “pagata” per metà dall’acqua Eva

Il "dossier" avverso all'energia ricavata da biomasse redatto da WWF del Piemonte e della Valle d'Aosta

Il "dossier" avverso all'energia ricavata da biomasse redatto da WWF del Piemonte e della Valle d'Aosta

Non c’è “ponte” natalizio che tenga. Alle 20.30 di questa sera, martedì 27 dicembre, torna a riunirsi il Consiglio Comunale di Paesana. Accanto all’approvazione dello schema di convenzione per il servizio di tesoreria per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2012 ed il 31 dicembre 2016 e della convenzione per il servizio associato di Polizia Locale con i Comuni di Revello (capofila), Rifreddo, Martiniana Po, Gambasca e Sanfront, sono due i punti all’ordine del giorno che rivestiranno un particolare interesse.

Il primo è l’adozione della variante parziale numero 9 al Piano Regolatore Generale Comunale la cui stesura - soltanto il 14 dicembre scorso – era stata affidata dalla Giunta (con votazione unanime e segreta) alla Società di ingegneria TAUTEMI Associati di Cuneo per una spesa complessiva di 9.689,68 euro. Si tratta di modifiche che si intendono apportare al vigente strumento urbanistico, in accoglimento ad alcune richieste avanzate dalla cittadinanza.

La curiosità del punto è che di quei 9.689,68 euro spettanti alla TAUTEMI, la società “Fonti Alta Valle Po” (acqua Eva) - mittente di una delle richieste di modifica della variante che le permetterà di realizzare una struttura adibita a stoccaggio nell’ampio piazzale posto alle spalle dello stabilimento – sin dal 1 giugno scorso si è resa disponibile a compartecipare alla spesa relativa alla variante parziale in ragione del 50% delle spese sostenute.

L’altro punto di estremo interesse riguarda invece le “comunicazioni del sindaco”.

Difficile prevedere quante saranno e cosa riguarderanno. Di certo si sa che la parte del leone verrà riservata alla costruenda centrale a biomasse di via Belloni. Nella sala consigliare disegnata al primo piano dell’ala nuova del municipio del paese saranno infatti presenti anche i responsabili dell’azienda che costruirà e farà funzionale il discusso impianto destinato – sfruttando legno cippato - a dotare di teleriscaldamento il locale Istituto Comprensivo e quanti lo vorranno ed a vendere energia elettrica all’Enel. Sarà una sorta di momento della verità per quanti, sin’ora, hanno ricevuto informazioni solo e soltanto dai mezzi d’informazione, tra l’infastidito silenzio del Palazzo. Sarà il momento per scoprire, capire e più ancora comprendere i motivi del perché di un impianto del genere proprio a Paesana. E magari, se sarà concesso, per chiedere qualche informazione in più. Specialmente sulla qualità dell’aria che si andrà a respirare in paese e di cui tutti, talvolta a sproposito, parlano. Alla seduta dovrebbero partecipare anche rappresentanti dell’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA), i cui studi sostengono che, in ambiente montano, con l'energia prodotta da biomasse, si crea un posto di lavoro nella filiera del legno ogni quaranta chilowatt di potenza installata (dieci utenze domestiche) in un impianto a biomasse di nuova generazione come quello di Paesana.

L’impressione è che si marci verso una battaglia squisitamente ambientalista. Nei giorni scorsi una mano sconosciuta ha collocato nella nostra buca delle lettere un dossier (reperibile anche sul web) redatto dal WWF del Piemonte e della Valle d‘Aosta nel 2010, in occasione dell’Anno Internazionale della Diversità Biologica dall’emblematico titolo “Il grande inganno del progetto energetico da biomasse forestali: sperpero di denaro pubblico ed enorme danno ambientale”. L’Associazione ambientalista vi muove pesanti critiche: dallo scarso rendimento degli impianti alle loro emissioni, dalla necessità di tagliare milioni di tonnellate di alberi alla possibilità, prevista dalla legge, che si taglino i boschi senza il permesso dei proprietari che, a detta del WWF, potrebbero trovarsi da un giorno all’altro con gli alberi abbattuti senza neppure saperlo.

Walter Alberto

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