Ho sottoscritto e votato con convinzione la delibera del Consiglio Regionale a favore di un referendum popolare abrogativo della Legge Delega sulla riorganizzazione dei Tribunali.
Le motivazioni sono molteplici, in sintesi: la poca ragionevolezza con cui pare essere stata redatta la riforma (che verosimilmente sta comportando maggiori spese, anzichè minori, almeno inizialmente); l'illogicità di un taglio così trasversale che vede una media italiana di soppressioni di circa il 16% a fronte di una riduzione piemontese di circa il 70% del totale e infine l'occasione rarissima, seppur spesso depotenziata, di un pronunciamento diretto dei cittadini tramite referendum.
Certo non si può non sottolineare il comportamento "bipolare" dei grandi partiti rappresentati a livello nazionale che hanno posizioni diverse tra il centro e le periferie, anche su questo argomento, e nemmeno lo stesso atteggiamento della maggioranza consiliare che nell'ordine, in questa legislatura, ha negato l'accorpamento di due referendum, ne ha cancellato uno e oggi si esprime a favore di un pronunciamento popolare.
Se fossi ingenuo penserei di applicare l'adagio che afferma che solo gli stupidi non cambiano idea, ma tant'è.
Nella sostanza, io credo, che se c'è la possibilità di far esprimere i cittadini sia dovere morale di noi eletti non sottrarsi alla propria responsabilità in tal senso!














