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Attualità | sabato 21 dicembre 2013, 17:59

"Non è vero che il Governo non vuole salvare la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza"

Il deputato cuneese del Pd Mino Taricco smentisce la “lettura strumentale” delle parole del ministro Lupi

Chi in queste ore sta affermando che il Governo non vuole trovare le risorse per salvare la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza sa di non dire la verità dei fatti”, sostiene il parlamentare del Pd Mino Taricco all’indomani della notizia scaturita da una lettera del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

“Non a caso, nelle more della definizione di un accordo italo-francese che porti a una revisione della Convenzione del 1970 e che risolva finalmente la questione della ripartizione dei costi di manutenzione della medesima tratta - continua il deputato cuneese -, è stato approvato un ordine del giorno alla Camera, in sede di legge di stabilità, che ribadisce la volontà del Governo di provvedere a interventi di manutenzione per un ammontare di 29 milioni di euro. Una cifra che, tra le altre cose, era già stata annunciata a novembre dallo stesso ministro Lupi tramite una lettera”.

Sempre a riguardo della linea ferroviaria, proprio nei giorni scorsi Mino Taricco, insieme alla deputata cuneese Chiara Gribaudo, ha sollecitato con una mozione il Governo a impegnarsi proprio per il rinvenimento del finanziamento pari a 29 milioni di euro necessario per evitare la chiusura della tratta e permettere i lavori utili a un suo immediato ripristino a pieno regime, in linea con quanto emerso nel vertice bilaterale tra Italia e Francia dello scorso 20 novembre, al termine del quale i due Paesi avevano sottolineato l’assoluta centralità e importanza dell’infrastruttura.

“Abbiamo voluto sollecitare ulteriormente il governo su questo tema - conclude Taricco - perché stiamo parlando di una delle infrastrutture più importanti del territorio cuneese, tramite cui la nostra provincia è posta in comunicazione con la Francia e che tuttavia sta vivendo un periodo complesso. Non è quindi questo il momento di strumentalizzare le situazioni, piuttosto dobbiamo lavorare insieme per costruire, non per distruggere”.

R.G.

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