“Che cosa avrà da festeggiare la Bresso dovrebbe spiegarcelo. Così come ha vissuto per cinque anni fuori dalla realtà lasciandoci in eredità una Regione a pezzi così continua a farlo oggi, insieme a chi oggi nel suo partito sale sul suo carro”. Questo il commento a caldo dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto.
“Non ho voglia di entrare nel merito dell'annullamento delle elezioni regionali – spiega l’esponente azzurro – Vorrei però ricordare al Tar e al Governo Letta i tavoli di crisi che abbiamo aperti in Regione Piemonte. Fra tutti: quelli De Tomaso, Pininfarina, Beltrame, Berco, Indesit, Coca Cola, Lucchini, Abit, Sandretto-Romi. Tavoli che prevedono una cabina di regia regionale per costruire i piani industriali o la reindustrializzazione delle aree interessate. Ricordo che ci stiamo giocano migliaia di posti di lavoro. Da oggi non c'è più un assessore al Lavoro. Le istanze le gestiranno il Tar o la Bresso? Invito ad aprire gli occhi”.
Fabrizio Biolé: "Di certo abbattere giudiziariamente un avversario politico non é una medaglia al merito, soprattutto per una coalizione (quella di Bresso) anch'essa con sancite irregolarità. Le inopportunità e i lati oscuri (che comprendono un arresto e vari rinvii a giudizio) della Giunta Cota sono però palesi e incontrovertibili. Che il Piemonte abbia bisogno di cambiare é fuor di dubbio, ma non potrà certo farlo con Chiamparino e compagnia cantante!".
“La sentenza del T.A.R. riporta sulla strada della democrazia e della legalità una questione che la politica, da tempo, avrebbe potuto sistemare con un sussulto di dignità" – dichiara il senatore Michelino Davico.
“Il primo pensiero a commento della decisione di annullare le consultazioni da parte dei giudici amministrativi è che non ci sono vincitori ma solo sconfitti: in primis i cittadini di una delle regioni più importanti d'Europa. I cittadini piemontesi non meritano di vivere nell'incertezza e nell'instabilità, è una violenza.” - prosegue il senatore piemontese.
“Certo, la politica avrebbe potuto scongiurare tale epilogo con coraggio e con gesti concreti di assunzione di responsabilità. Così non è stato e si è atteso che fossero i giudici a sentenziare”- conclude Davico.













