Due filiali cuneesi chiuse nel 2016, trasferimento di 5 lavoratori nella sede di Torino, inviti al prepensionamento e a giornate di solidarietà. Cosa sta succedendo alla Banca del Piemonte?
L'istituto di credito che conta circa 500 dipendenti in tutta la Regione (più una filiale a Milano) ha chiuso la filiale di Borgo San Dalmazzo a febbraio 2016 e a fine anno chiuderà quella di Busca. Sono già state mandate le lettere ai clienti che potranno decidere se cambiare istituto di credito o se mantenere il conto nella sede di Cuneo o Saluzzo.
I 21 dipendenti - distribuiti tra le filiali di Cuneo, Savigliano, Saluzzo, Fossano, Bra e Mondovì - sono preoccupati e temono per il loro futuro lavorativo.
“Un problema che non riguarda soltanto la provincia di Cuneo, ma anche Alessandria, Novara e il Torinese - spiega Beppe Drogo, responsabile Rsa Banca del Piemonte -. Tante operazioni vengono fatte online, non più direttamente con il cliente allo sportello. Si chiude qualche filiale di Banca del Piemonte, ma la rete fisica resta importante”.
Il 2017 dunque sarà l'anno cruciale. Ci sono voci di chiusura delle filiali di Bra e Fossano e di un continuo accentramento verso il capoluogo di Regione. Anche se dalla sede di Cuneo smentiscono: “Lo escludo – ha dichiarato Enrico Motta, vice direttore di filiale -, se così fosse sarei ben preoccupato”.
Tanto che dalle pagine di Repubblica a metà ottobre è uscito un articolo secondo cui la Banca del Piemonte non conosce crisi: “Tre milioni di utile netto e depositi in crescita. L'istituto, amministrato e diretto da Camillo Venesio, ha chiuso il primo bilancio semestrale dell'anno con un rapporto tra fondi propri e attività di rischio ponderate (Cet1) pari al 16%, dunque in crescita rispetto al 15,69% registrato a fine giugno 2015”.
“Potrà esserci ancora qualche chiusura ma una rete di filiali è fondamentale – dichiara il rappresentante sindacale Drogo -. Le filiali chiuse nel Cuneese (Borgo e Busca) erano abbastanza vicine al capoluogo. Per quanto riguarda Bra e Fossano sul profilo geografico avrebbe senso tenerle, non sono più doppioni. Spero che le chiusure si fermino qui”.
La direzione dell'azienda è disponibile al confronto. È appena stato firmato un accordo con i sindacati per ridurre i disagi dei trasferimenti.
“È normale un po' di timore - conclude Drogo -, ma questo accordo con la direzione di Banca del Piemonte va nella giusta direzione. Si punta allo smart working (lavoro agile). L'obiettivo è riportare alcune lavorazioni di back office nelle varie province. Partirà la sperimentazione da inizio gennaio per risolvere i problemi più grossi di trasferimento e riportare queste persone vicino a casa. C'è consapevolezza di un problema che si viene a creare e volontà di risolverlo”.













