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Cuneo e valli | 01 agosto 2017, 16:38

Come funziona il sistema del 112, “Numero unico per le emergenze”? Lo scopriamo insieme al dottor Danilo Bono

Dopo le recentissime polemiche del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, Targatocn ha intervistato una delle figure maggiormente competenti in materia

Come funziona il sistema del 112, “Numero unico per le emergenze”? Lo scopriamo insieme al dottor Danilo Bono

Si chiama “Nue 112” ed è il “Numero Unico per le Emegernze 112”.

Da mesi è l’ente preposto alla ricezione di tutte le richieste di soccorso: due centrali, rispettivamente a Torino ed a Saluzzo, si accollano infatti il bacino d’utenza del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Proprio il “112” è stato oggetto, ieri (lunedì), di un comunicato del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, che ha definito il sistema “farraginoso ed inadeguato”, con “anomalie nella gestione delle chiamate, che portano a ritardi e mancate attivazioni delle squadre dei vigili del fuoco”.

Il sindacato fa riferimento anche all’episodio del “tragico incidente nell'Alessandrino in cui ha perso la vita un bambino di 10 anni dove si sono verificati ritardi nell'attivazione dei soccorsi”.

Per tracciare un quadro il più dettagliato possibile della situazione, ed analizzare quanto sollevato dal Conapo, abbiamo interpellato il dottor Danilo Bono, che ha seguito da vicino il processo di costituzione delle centrali uniche di risposta del 112 per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Bono è l’attuale direttore dell’Asl Cn2, ma senza ombra di dubbio è una delle figure maggiormente competenti in materia: medico specializzato in anestesia e rianimazione, è stato direttore delle centrali operative dell’emergenza sanitaria di Cuneo e Torino, direttore del dipartimento interaziendale reginale dell’emergenza sanitaria, con un ruolo cardine nello sviluppo del servizio in Piemonte, nonché coordinatore dell’emergenza a livello nazionale per la Commissione salute delle Regioni italiane.

Dottor Bono, il Conapo parla del “Nue 112” come di un “sistema inadeguato”. Qual è il suo punto di vista in merito?

Farei un passo indietro – ci spiega - e, prima di entrare nel merito delle questioni sollevate dal sindacato, del ‘Nue 112’ spiegherei chi stabilisce il funzionamento del numero unico 112.

Siamo di fronte ad un sistema organizzato a livello nazionale, che dipende dal Ministero dell’Interno. Proprio al Viminale esiste un comando nazionale che comprende Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, un rappresentante della conferenza Stato-Regioni per l’emergenza sanitaria e proprio anche i Vigili del fuoco”.

Quindi, come ci pare di capire, l’organizzazione del sistema passa anche attraverso il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

Esattamente. Tutti gli organismi che afferiscono al Numero unico 112 sono rappresentati intorno al tavolo dal quale emergono le linee guida e le regole che normano il funzionamento del Nue 112 a livello nazionale”.

Secondo il sindacato dei Vigili del fuoco si sarebbero verificate anomalie nella gestione di chiamate di soccorso, con ritardi e mancanze nelle attivazioni delle squadre di soccorso. È davvero così?

Il 112 nasce proprio per appianare quelle difficolta di coesione che un tempo si riscontravano, tra i vari enti, durante le operazioni di soccorso. Di qui la decisione, presa a livello europeo, di passare ad un numero unico per le emergenze ed adottata, dopo anni di molte traversie, anche dall’Italia”.

Poniamo il caso di un incidente stradale. Secondo quali crismi l’operatore del 112 smista la chiamata al servizio di emergenza sanitaria piuttosto che al corpo dei Vigili del fuoco.

Innanzitutto l’operatore si preoccupa di reperire i dati di chi chiama e di fornire alla centrale operativa successiva una geolocalizzazione precisa, passando attraverso il centro interforze del Viminale. Nel caso dell’incidente stradale andiamo per step: il primo criterio è la presenza di feriti: se ve ne sono, la chiamata sarà ‘passata’ all’emergenza sanitaria, inoltrando comunque la scheda ai Vigili del fuoco.

L’operatore dell’emergenza sanitaria, comunque, contatterà a sua volta i Vigili del fuoco nell’ottica di una completezza di soccorso. Se non vi sono feriti, ma vi è solo un problema tecnico di messa in sicurezza, vengono allertati i Vigili del fuoco. In ultima battuta, se la problematica è legata solo a gestione di viabilità e ordine pubblico, la chiamata sarà inoltrata a Carabinieri, Polizia o Polizia locale, laddove di competenza territoriale”.

Cosa è successo, quindi, durante l’attivazione dei soccorsi del ragazzino di 10 anni annegato nell’Alessandrino? Si sono registrati ritardi?

Al 112 è giunta una prima chiamata, non direttamente da chi era sul posto, in quanto non vi era copertura telefonica. Un ulteriore soggetto, quindi, ha raggiunto una zona coperta dal segnale di telefonia mobile ed ha chiamato la centrale unica di risposta.

L’operatore ha quindi inoltrato la richiesta di soccorso alla centrale operativa dell’emergenza sanitaria di competenza, che dopo aver allertato i mezzi di soccorso di sua competenza ha allertato, in meno di un minuto, la centrale operativa dei Vigili del fuoco. Come ho già avuto modo di chiarire in precedenza, nel momento in cui la scheda con i dati dell’intervento è stata ‘passata’ all’emergenza sanitaria, per conoscenza, ai Vigili del fuoco.

Sempre alla centrale unica 112 è giunta una nuova chiamata, prontamente re-inoltrata all’emergenza sanitaria. Se non ci fosse stato il 112, il percorso sarebbe stato il medesimo”.

Tornando al Conapo, il sindacato chiede l’istituzione di un tavolo di confronto regionale sul “Numero unico 112”.

Eventuali problematiche non possono essere risolte a livello locale, dal momento che il sistema è regolamentato dalla legislazione nazionale. I Vigili del fuoco, comunque, sono in prima linea a livello nazionale in quella tavola rotonda che determina il funzionamento del Nue.

Il sindacato, forte di una convinzione propria ma non suffragata a livello nazionale, dice che in altri paesi europei, ma a me risulti si tratti solo della Spagna, esistono centrali operative interforze con tutti i soggetti coinvolti.

Ma intanto una singola chiamata non può essere ‘presa’ in contemporanea da tre operatori insieme. Esisterà comunque sempre un filtro che passerà ad un Ente rispetto ad un altro la richiesta di soccorso”.

Questo sistema – aggiunge Bono – funziona in Lombardia, con 3 centrali di risposta su un bacino di oltre 10milioni di abitanti, in Lazio, a Roma e Frosinone e in tutta la Liguria.

Nelle nostre centrali uniche di risposta abbiamo attivato anche il servizio multilingue, con la possibilità di tradurre in simultanea 14 lingue, con un sistema di conferenza a tre.

In linea ci saranno tre persone, nella fattispecie l’utente, il traduttore e l’operatore della centrale operativa di riferimento”.

Qual è la durata media necessaria all’operatore del 112 per individuare le necessità dell’utente?

L’intervista telefonica (così di definiscono in gergo le domande poste dall’operatore: ndr) non è mai superiore ai 40 secondi, salvo che l’utente non sappia dove si trovi e quindi sia necessario più tempo per la localizzazione.

Resta inteso che tutto è sempre migliorabile, ma al momento non possiamo dire che abbiamo problemi di ritardi.

Probabilmente i Vigili del fuoco hanno bisogno di potenziare le loro centrali in modo tale da essere pienamente operativi”.

Nicolò Bertola

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