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Attualità | 22 marzo 2018, 20:08

"La pensilina realizzata dalla Provincia è inadatta": nuove difficoltà per la studentessa dell'alberghiero di Mondovì affetta da osteogenesi

Sembrava un problema risolto, invece la copertura non ripara totalmente dalla pioggia la ragazza, che così, nei giorni di maltempo, è costretta a restare a casa. La Provincia: "Domani faremo un nuovo sopralluogo, vogliamo garantire il diritto allo studio della giovane"

La scalinata posta sul retro delle ex elementari di Piazza: prima e dopo la realizzazione della pensilina

La scalinata posta sul retro delle ex elementari di Piazza: prima e dopo la realizzazione della pensilina

Sembrava una questione risolta, con l'individuazione di una soluzione condivisa da tutti; invece, la pensilina costruita dalla Provincia di Cuneo per consentire a B.M., studentessa dell'alberghiero di Mondovì affetta da osteogenesi, di accedere mediante l'utilizzo dello "scoiattolo" montascale all'interno delle ex elementari di Piazza (che attualmente ospitano le classi prime del "Giolitti" in seguito alla frana del 29 dicembre, ndr) si è rivelata inefficace.

Il motivo? La struttura, realizzata dalla ditta cuneese "Nober srl", copre solamente la rampa di scale posta sul retro dell'edificio e non l'area in cui avviene "l'aggancio" dello "scoiattolo": va da sé che, nelle giornate segnate da pioggia o neve, la ragazza sia costretta a restare a casa, a causa di quella che, a tutti gli effetti, può essere definita una barriera architettonica.

La domanda sorge spontanea: perché non si è aggiunto sin da subito qualche centimetro alla pensilina? La risposta, per certi versi spiazzante, è questa: per consentire al camion della raccolta rifiuti di transitare e fare manovra.

Come se non bastasse, nella mattinata di oggi, giovedì 22 marzo, la ciliegina sulla torta: il montascale si è guastato e B.M. non ha potuto nuovamente assistere alle lezioni con i suoi compagni di classe. Tuttavia, se per questo inconveniente tecnico sono state immediatamente individuate delle contromisure (l'ASL, interpellata dalla scuola in quanto proprietaria dell'attrezzatura, interverrà domattina per risolvere il guasto), ancora non si sa come andrà a finire la vicenda della pensilina.

Domani la Provincia interverrà, come spiega il consigliere Milva Rinaudo"Nella mattinata di venerdì 23 marzo si valuteranno le soluzioni percorribili. Come sempre, è prioritario garantire il diritto allo studio: la soluzione si troverà di certo, questa è la volontà politica. I tecnici faranno il loro lavoro".

Nel frattempo, la madre della studentessa riferisce di aver preso contatti con la Procura e di essere pronta a presentare un esposto: "Io devo pensare a mia figlia. Io voglio che lei vada a scuola: si chiama scuola dell'obbligo, dunque sono obbligati ad adeguare l'edificio alle esigenze. Le scuole sono pubbliche e anche i ragazzi disabili devono poterci entrare!".

Ricordiamo che la pensilina è costata 9015,80 euro, cifra che include le opere di cantieramento e scantieramento, lo smontaggio e l'accatastamento per il successivo riutilizzo di una porzione di pavimentazione in blocchetti e il relativo ripristino a fine lavori, la realizzazione di 2 plinti (dimensioni 60x60x60) e di una tettoia a copertura della rampa di scale.

RITORNO NELLA VECCHIA SEDE - In occasione del contatto telefonico con Milva Rinaudo, le abbiamo domandato se vi fossero novità circa le tempistiche di rientro degli studenti e del personale scolastico nella sede originaria dell'alberghiero, ubicata in piazza IV Novembre e posta sotto sequestro dopo lo smottamento di fine 2017. "Comprendo chiaramente tutto il disagio per la scuola e sono convinta che ci sia stata tutta la volontà nonché l'agire per addivenire ad una soluzione - ha risposto -. C'è una serie di concause molto tecniche che stiamo attendendo per verificare cosa sia possibile effettuare. Garantisco che c'è massima attenzione e sinergia con i vari enti per poter intervenire al più presto". Nessuna certezza dunque, anche in virtù della mancanza dell'esito della perizia affidata dalla Provincia al professionista Paolo Bona per quantificare il danno: "Al momento non abbiamo elementi che possano farci ipotizzare una cifra, la perizia non è ancora conclusa", ha precisato il consigliere provinciale. 

Alessandro Nidi

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