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Attualità | 04 maggio 2024, 13:59

Saluzzo: il “Belvedere” ritrovato: la villa e il suo insediamento verde, fruibili nel giro di un mese

Presentato il progetto di riqualificazione e valorizzazione di parco e giardino, in fase conclusiva: tornerà a vivere il giardino segreto della contessa. Proposta la candidatura ad alberi monumentali di tre esemplari della storica dimora di proprietà del Comune

Saluzzo, presentazione del progetto "Belvedere Radicati, uno spazio aperto, pubblico tra arte e natura”. Intervento dell'architetto Paolo Bovo

Saluzzo, presentazione del progetto "Belvedere Radicati, uno spazio aperto, pubblico tra arte e natura”. Intervento dell'architetto Paolo Bovo

“Entrando nello spazio naturale del Belvedere è possibile godere di una esperienza attraverso tutti i cinque sensi, ci si connette con la natura attraversando sensazioni sia fisiche che emotive, in armonia con gli elementi del paesaggio in unione con il mondo esterno". 

"Da questa esperienza trova origine l’idea del progetto, oggi in fase conclusiva di attuazione", sottolinea l’architetto Paolo Bovo, coordinatore del cantiere denominato “Belvedere Radicati, uno spazio aperto, pubblico tra arte e natura”,  presentato all’antico palazzo comunale, nell’ambito di Start.

Si presenta come un importante intervento di restauro e valorizzazione di parco e giardino storico, finanziato nell’ambito del PNRR, dell'importo complessivo di 1.085.288 euro (finanziamento PNRR di 951.804 euro e comunale per 133.483 euro) che cambierà la dimensione di visita e fruizione dell'insediamento, in linea con le disposizioni testamentarie della contessa Radicati Marmorito che lasciò la proprietà al Comune di Saluzzo nel 1976.

Il cantiere di cui è capo gruppo Stefano Beccio si è articolato in più opere, andando dal recupero della componente architettonica e scultorea, alla comunicazione, all’impiantistica, alla riqualificazione del verde della villa affidato alle agronome paesaggiste Chiara Otella e Stefania Naretto dello studio Lineeverdi di Torino, che si occupa di progetti paesaggistici e green design.

Tra i lavori illustrati dall’architetto Bovo, il consolidamento del perimetro lungo via San Bernardino con il restauro conservativo del muretto e dei due grandi portali di ingresso e relative cancellate, di due locali seminterrati posti al di sotto della terrazza, del  perimetro della terrazza e del percorso a gradoni che scende al "giardino segreto". Il lungo elenco comprende inoltre gli impianti di recupero delle acque meteoriche e di irrigazione, l’illuminazione scenografica del giardino e del seminterrato della terrazza, il percorso riservato a persone in carrozzina, il sistema di sicurezza e di videosorveglianza.

Componenti fondamentale del progetto sono le realizzazioni riguardanti la comunicazione che mirano ad una migliore conoscenza architettonica, vegetale, ambientale di Villa Belvedere Radicati, conosciuta anche da generazioni di saluzzesi come "Villa dell’eco".

Per questa immersione informativa si ricorrerà alla tecnologia di Smart Park, l’applicazione scaricabile gratuitamente su SmartPhone e PC che guiderà in autonomia nello spazio verde, sarà introduttiva alle informazioni multimediali ospitate nella storica dimora e utile alla comprensione di ciò che il visitatore si trova sul percorso come una pianta, un fiore, un pozzo.

Nell'edificio ci saranno 2 sezioni tematiche multimediali (con la soprindendenza di Silvia Beltramo del Politecnico di Torino e del suo gruppo) che saranno fruibili dalla prossima primavera e serviranno ad illustrare il bene architettonico. Altre 8 guideranno all'incontro con la natura e biodiversità.

Come è stato risistemato il parco - giardino?  "Il lavoro è cominciato l’ autunno scorso e le piante stanno vegetando". Si parla di una ventina di tigli platyphyllos, albero nostrano, robusto, collinare, adatto al contesto, racconta Chiara Otella. Una scelta condivisa con la Soprintendenza.

Sono stati piantati lungo il viale d'ingresso nel quale sono state mantenute 5 robinie della vecchia alberata, mentre altre sei sono state tagliate dopo che le analisi di propensione al cedimento le ha collocate nella classe D, quella di estrema pericolosità.

"In queste settimane si sta lavorando alle aiuole intorno alla villa e lungo la manica agricola con la messa a dimora di 300 ortensie bianche". Nell’aiuola parzialmente in ombra, verso il fabbricato del contadino è stato creato un sottobosco tipico delle nostre colline, con piante come mughetti e felci.

"Resta da completare la zona del giardino segreto, visibile dalla balconata della villa, in basso, a destra esposto a sud, che dà accesso ai locali interrati freschi di restauro.

"E’ un giardino di bulbose e fiori da taglio che già a suo tempo la contessa Radicati teneva. Abbiamo recuperato i vecchi bulbi - raccontano le agronome - e integrato con specie a fioritura a scalare da primavera all’autunno inoltrato, in coincidenza con il periodo di apertura al pubblico della dimora e la programmazione di eventi" proposti dall’associazione culturale "Arte,terra e cielo" presieduta da Giuliana Mussetto.

Si è provveduto all’efficiamento dell’impianto di irrigazione e tra le migliorie anche  il posizionamento di ritentori d'acqua, sia sotto il prato che intorno alla zolla degli alberi, in grado di dare un aiuto nel risparmio idrico, fino al 30 per cento.

"Tre alberi della villa sono stati proposti all’istituto IPLA per la loro candidatura ad alberi monumentali. Si tratta di un rovere bellissimo, di un cedro dell'Himalaya che svetta da lontano e di un Osmanto odoroso, un arbusto sempreverde utilizzato nelle ville storiche dell'800. Questa pianta, mai potata, è diventata gigantesca, un vero albero: un unicum. Se fossero inseriti nell’elenco nazionale degli alberi monumentali diventerebbero un’ulteriore attrattiva turistica per la dimora che vanterebbe tre esemplari storici nello stesso giardino".

La villa verrà aperta presubilmente a fine maggio. Del progetto è capogruppo Stefano Beccio, coordinatore Paolo Bovo, agronome Chiara Otella e Stefania Naretto di Linee Verdi, responsabile del procedimento Sergio Barberis, supervisore Flavio Tallone dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune.

vilma brignone

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