/ Al Direttore

Al Direttore | 17 luglio 2018, 15:45

I "Marlene Kuntz" intervengono sul "dibattito sempre più acceso" della movida cuneese

Riceviamo e pubblichiamo il contributo che ci è giunto in risposta alla lettera di Ezio Falco

I Marlene Kuntz a Collisioni - Foto tratta dalla pagina Fb "Marlene Kuntz"

I Marlene Kuntz a Collisioni - Foto tratta dalla pagina Fb "Marlene Kuntz"

Sulla nostra pagina Facebook, un titolare di un esercizio di somministrazione cuneese ci ha scritto parole accorate su una certa faccenda che sembra aver assunto le dimensioni di "un dibattito sempre più acceso".

Approfondendo un po' (quelle parole accorate contenevano tali allarmanti considerazioni che ci siamo imposti di non far finta di nulla), siamo arrivati a Targato Cn e allo spazio dato al signor Ezio Falco, cui le parole che abbiamo poco sopra virgolettate appartengono. 

Non sappiamo bene come mai, ma in fondo ci sentiamo un po' chiamati in causa (non da lui, sia chiaro, né direttamente né indirettamente, ma per via dei motivi scatenanti tale dibattito: siamo pur sempre stati dei "disturbatori" nella nostra vita). 

Respingendo al mittente con uno sbuffo la parola "webeti", usata con caustica disinvoltura, vogliamo dire la nostra: crediamo sia una intromissione che possa godere di un qualche tipo di credibilità.

E dunque, per la prima volta da che esistiamo, vediamo di sfruttare questa credibilità per fornire un'opinione non peregrina e con valenza pubblica in un contesto locale.

Cercheremo di non dilungarci troppo.

Da dove partire? Partiamo da qua: la città di Cuneo per moltissime persone in giro per l'Italia coincide con Marlene Kuntz.

"Coincide" è eccessivo? Molti nostri concittadini lo hanno sperimentato. "Ma lo sai che quando sono altrove e dico che sono di Cuneo mi chiedono se conosco i Marlene?", questa più o meno la frase che ben rappresenta il contenuto essenziale.

E' un valore che può interessare quello di avere un buon nome e di essere riconosciuti come entità italica con una sua anima al di là del toponimo scritto sulle cartine geografiche? E' qualcosa che attrae l'andare oltre la questione di Totò e del suo militare? Immaginiamo che la risposta sia "si" per molti.

Bene: se così stanno le cose, ben tenendo a mente che non siamo certo gli unici cuneesi che danno lustro a questa cittadina, si sappia che se ci fosse stato impedito di suonare nella prima fase della nostra carriera e dunque di "disturbare" un po' (come sembra che si voglia oggidì da coloro i cui rimbrotti sono giunti sin qua nel nome, presumiamo, del signor Falco), non avremmo potuto arrivare a scrivere queste parole che avete appena letto. Ovvero non avremmo potuto contribuire a diffondere negli italiani la sensazione che Cuneo sia una città che esiste per davvero.

Ma non vogliamo dilungarci troppo. 

Noi facciamo parte delle persone di buon senso, e pensiamo che non sia scritto da nessuna parte che si debba martoriare il riposo notturno di chi non vuole essere disturbato.

Ma proprio per questo motivo in una cittadina ideale (che sono, in merito a queste considerazioni, diciamo l'80 per cento delle italiane. E noi che giriamo per lavoro lo possiamo garantire) il buon senso lo pretenderemmo equidistribuito e garantito anche dall'altra parte.

Imporre il silenzio a una città, addormentarla nella sonnolenta quiete di un dormitorio, vuol dire condannarla a una emarginazione sempre più inaggirabile e mortificante.

Altro che capitale della cultura, così come un comitato illuminato di cittadini ha sperato per Cuneo non molti mesi fa! (Cristiano, il nostro cantante, è stato chiamato a fare da testimonial fra altri per la candidatura).

Spegnere gli entusiasmi già così poco a fuoco dei giovani locali condannandoli a una sorta di sottomissione coercitiva, vuol dire autocandidarsi più che altro all'oblio. Non certo un affare per chi ha dei figli a cui augurare un futuro connesso col resto del mondo (e sempre che non si sia in grado di prospettargli il bel lavoro del papi ricco con l'azienda bella e pronta). 

Cuneo, purtroppo, da sempre è in quel 20% di città un po' troppo addormentate (quasi un eufemismo per evitare di usare termini che potrebbero urtare), e quello che il titolare di un esercizio di somministrazione ci ha riferito, disgustandoci il giusto, fa ritenere che con certi comportamenti, che ci dicono già essere stati attuati dall'amministrazione comunale, ci si ritrovi a primeggiare in quella risicata percentuale di inettitudine.

Siamo certi che ci sia qualcuno che esattamente questo vuole, ma speriamo, con spirito democratico, che sia una minoranza corrispondente al suddetto 20%, e destinata a non aver ragione.

Vi salutiamo sperando di aver contribuito ad avere una visione non retriva su questioni così cruciali, e, dopo la nostra firma, vi lasciamo con un post scriptum da non ignorare

Marlene Kuntz

Ps: Siamo stati recentemente a Collisioni a suonare prima dei Depeche Mode, a Barolo Piemonte.

Gli albesi sono cuneesi perché i confini glielo dicono, ma non ne sono molto felici. Un po' per motivi condivisibili, giacché la nostra provincia è enorme e burocraticamente questo è un problema, ma un po' anche per motivi che magari non a tutti piacerà sentirsi dire: non si sentono in sintonia con la sonnolenza di qua.

Se fossero come noi, tanto per generalizzare, quel festival ormai internazionale che porta ogni anno decine di migliaia di persone a infoltire le occasioni di economia già ben rinvigorite da tutto il resto del loro attivismo (le Langhe sono luogo di accoglimento di centinaia di migliaia di stranieri ogni anno), quel festival, dicevamo, non ci sarebbe. Semplicemente perché il comitato dei disturbati non lo avrebbe voluto.

E per quel che ci riguarda ciò sarebbe purtroppo grottesco.

Al direttore

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium