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Solidarietà | domenica 09 settembre 2018, 16:24

Nasce la squadra “100 per 100”: i ragazzi che hanno vinto il tumore indosseranno la maglia granata e si alleneranno con i giovani del Toro (FOTO)

Presentato il progetto “Prendiamo a calci la malattia e vinciamo la Coppa”, grazie alla collaborazione tra Torino FC, Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita e Casa UGI: "guarire dal cancro si può e il calcio può aiutare"

Nasce la squadra “100 per 100”: i ragazzi che hanno vinto il tumore indosseranno la maglia granata e si alleneranno con i giovani del Toro (FOTO)

Dal tumore si può guarire, soprattutto quando si è giovani. E il calcio può essere uno strumento che aiuta non solo nella fase delle cure, ma anche dopo per un reinserimento nella vita attiva.

Nel giorno in cui, nella sala stampa dello stadio Olimpico, viene presentato il progetto “Prendiamo a calci la malattia e vinciamo la Coppa”, grazie alla collaborazione tra il Torino FC, l'Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino e l'UGI (Unione Genitori Italiani), si è annunciata la nascita della prima squadra “100 per 100”, composta da ragazzi guariti dal tumore. Giovani presenti in sala con addosso una maglia del Toro, che faranno allenamenti due volte al mese in una struttura del settore giovanile del Torino alle Gru, aiutati dai tecnici granata, seguiti da un istruttore, preparandosi in vista di un evento che ci sarà nella primavera dell’anno prossimo”.

Un’idea voluta da Emiliano Moretti, vice capitano granata, che a 37 anni prende a calci l’età con grande serietà professionale. “Il presidente Cairo ci ha dato l’ok, quando gliene parlammo durante il ritiro di Bormio”, ha ricordato il direttore operativo Alberto Barile. “Vogliamo essere in prima fila in queste iniziative, siamo onorati di essere amici di Casa Ugi e di condividere con loro tante iniziative, noi sponsorizziamo anche la squadra Torino for disable, movimento in continua crescita”.

Il dottor Silvio Falco, Direttore generale Città della Salute di Torino, ha portato un po’ di numeri a proposito della lotta al cancro: “Alla fine degli anni Settanta la percentuale di guarigione dalle malattie oncologiche era inferiore al 40%, oggi si arriva all’80, specie tra i giovani. Si può uscire dal tunnel del cancro, insomma”. Poi ringrazia i medici, Casa Ugi e il Torino, per aver creduto in questo progetto. “Oltre duemila bambini l’anno si vedono diagnosticare un tumore, ma oggi si può guarire”, aggiunge Franca Fagioli, direttore dell’Oncoematologia infantile del Regina Margherita.

“Noi ne prendiamo in carico un decimo di quei duemila bambini, prendendo in carico lui e la sua famiglia. Cure che durano da uno a due anni, i nuovi approcci ci permettono di far guarire alcune leucemie che in passato non vedevano guarigioni. Grazie a un team di professionisti allargato e all’aiuto dei gruppi del volontariato, in particolare l’Ugi, riusciamo a portare a termine la guarigione. Restituendo i ragazzi al tessuto sociale, non solo alla uscita dalla malattia”.

Enrico Pira, presidente di casa Ugi, ha annunciato che sta per nascere Ugi 2, una nuova sede, in cui i bambini siano protetti dai contatti che arrivano dall’esterno, dove poter insediare la scuola, evitando di tornare in ospedale per le lezioni, creando laboratori per avviare i ragazzi al mondo del lavoro e ad altre attività”. Lui che ha avuto un figlio che si era ammalato da piccolo, ricorda: “Quale medico del lavoro negherà l’idoneità lavorativa? Per quello ho finanziato un progetto per l’inserimento di un giovane, liberando il medico dell’azienda da ogni obbligo, rilasciando un documento che ha assoluto valore scientifico”.

Perrché molti genitori spesso devono mentire quando compilano certi documenti, anche solo per partecipare ai Giochi della Gioventù, dicendo che i loro bambini non hanno avuto certe malattie. “Quando ero malato”, inizia poi a dire il ragazzo che ne viene fuori. “Lo sport può aiutare moltissimo per tornare alla vita normale e non coltivare più pensieri negativi, temendo la morte”, ha concluso Enrico Pira.

Poi alla fine prende la parola Emiliano Moretti: “Credo che noi calciatori che abbiamo la fortuna di fare della nostra passione un lavoro siamo in obbligo di pensare a fare altre cose. E spesso si fanno senza raccontarle. Io ringrazio tutte le persone che hanno permesso che questa idea, nata in estate, oggi sia diventata realtà, oltre a fare un grosso in bocca al lupo a questi ragazzi, che vestiti di granata stanno anche molto bene”. E scattano, immediati gli applausi di tutti i presenti. “La scintilla per me è scoccata durante una visita fatta qualche anno fa a casa Ugi, durante le festività di Natale”, ricorda Moretti.

“Quando si entra in certi posti si resta colpiti, poi sono nati rapporti, amicizie, cercando di dare una mano, umilmente, stando accanto alle persone che ogni giorno vivono realtà molto complicate. Ma noi facciamo molto poco rispetto a medici, infermieri e tutti coloro che fanno cose importantissime ogni giorno per questi ragazzi”. E poi, rispondendo alla battuta di De Silvestri, che gli domanda come faccia a 37 anni ad essere sempre così sul pezzo, replica: “Tranquilli che tra poco vi mollo”, dice lui scherzando, prima di affrontare temi più squisitamente calcistici.

Poi si conclude con la consegna del kit “granata” ai giovani della squadra “100 per 100” da parte del responsabile del vivaio del Torino Massimo Bava. Ragazzi prima malati, adesso sono ufficialmente calciatori.

Massimo De Marzi - Torinoggi

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