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Sanità | 22 febbraio 2019, 14:31

Il Governo blocca la stabilizzazione di 80 medici precari del 118: Regione Piemonte pronta a dare battaglia

Danilo Bono: "Faremo ricorso alla Corte Costituzionale. C'è stata un'evidente incomprensione della legge da parte del Ministero della Salute". Duro il Campest 118: "Stavolta siamo pronti alla mobilitazione"

Il Governo blocca la stabilizzazione di 80 medici precari del 118: Regione Piemonte pronta a dare battaglia

La Regione Piemonte - a dicembre 2018 - ha deciso, con un apposito articolo inserito nella Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale - di stabilizzare i medici precari del 118. Sono 80 in Piemonte, 14 solo in provincia di Cuneo.

Lavorano, su turni, 38 ore a settimana. La maggioranza non ha altri incarichi o attività. Ma sono precari, con un contratto che si rinnova annualmente. Alcuni di loro prestano servizio da tempo, anche 10 anni.

Il 15 febbraio scorso il Governo ha deciso di impugnare questo provvedimento di stabilizzazione davanti alla Corte Costituzionale. Perché, visto che la stessa procedura è già stata adottata in altre regioni, tra cui la vicina Liguria, senza che ci fosse alcuna impugnazione?

A rispondere è Danilo Bono, direttore della Sanità piemontese. "C'è stata un'incomprensione - spiega. Il Ministero della Salute ritiene che la stabilizzazione di questi 80 medici li metta in condizione di entrare nella graduatoria dei medici di famiglia. Ma non è così. Per diventarlo dovrebbero avere un titolo che non hanno e che noi, come Regione, in alcun modo intendiamo assegnare o sanare. Ci è stata contestata una cosa che non abbiamo alcuna intenzione di fare. Per questo andremo alla Corte Costituzionale, dove spiegheremo come stanno le cose".

E ancora: "Vogliamo stabilizzare, mantenendo lo stesso stipendio e quindi senza aggravio di costi, dei medici che da anni fanno un lavoro importantissimo. Riteniamo debba essere riconosciuto con un contratto a tempo indeterminato".

Nel frattempo è stata lanciata anche una petizione su www.change.org: "I medici del 118 devono essere stabilizzati, hanno diritto a un lavoro sicuro. Se stiamo male, se abbiamo un incidente sappiamo di poter contare su di loro sempre. E adesso hanno bisogno di noi. Per questa ragione è importante far sentire la nostra voce! Chiediamo che il Governo sostenga questo provvedimento e non volti la testa dall’altra parte".

Sulla questione si è espresso anche CAMPEST 118 (Comitato Autonomo Medici Precari dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118 Piemonte), che ha diramato un comunicato stampa con il quale attacca duramente le motivazioni con le quali il Governo ha impugnato la legge regionale. 

Scrive il Campest 118: "Si vergognino – non ci vengono in mente altre parole – coloro che, dopo tanti anni di trattative, hanno vigliaccamente bloccato la nostra stabilizzazione a procedure ormai già concordate ed avviate. E soprattutto, costoro sappiano che i medici precari 118 del Piemonte, stufi di essere raggirati da politici miopi e superficiali, stavolta sono davvero pronti alla mobilitazione, con gravi ripercussioni sul funzionamento dell’intero sistema: essi rappresentano quasi il 40% dei medici che prestano servizio sulle ambulanze in Piemonte. Per scongiurare questo pericolo, il Campest 118 Piemonte chiede soltanto che si rispetti il loro diritto a lavorare in una condizione di stabilità, senza ulteriori prese in giro".

La palla è adesso in mano alla Corte Costituzionale. Sui tempi di pronunciamento, però, nessuna previsione.

 

Barbara Simonelli

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