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Cronaca | 11 luglio 2019, 16:48

Aperto ad Asti il processo per l’omicidio dell’operaia di Govone Roberta Perosino: alla sbarra il marito col vizio del gioco

A poco più di un anno dal delitto consumato in una villetta di frazione Canove prende il via il procedimento teso ad accertare le responsabilità del 58enne macellaio in pensione. Fuori dall'aula i parenti della vittima. La sorella della donna costituita parte civile

Aperto ad Asti il processo per l’omicidio dell’operaia di Govone Roberta Perosino: alla sbarra il marito col vizio del gioco

Udienza preliminare questa mattina, giovedì 11 luglio, in tribunale ad Asti del processo per la morte di Roberta Perosino, 53 anni operaia di Govone uccisa dal marito, Arturo Moramarco, 58 anni, macellaio in pensione che dapprima aveva cercato di nascondere ciò che aveva fatto, insegnando una rapina, poi aveva confessato tutto al gip del tribunale di Asti.

Prima udienza e primo rinvio stamane su richiesta dell'avvocato della difesa, Marco Calosso. Fuori dall'aula c'erano i parenti della vittima, il figlio Luca, due delle tre sorelle, una delle quali, Luciana si è costituita parte civile, assistita dagli avvocati del foro di Alba Piero Gallo e Luciana Ferroglio. L'udienza è durata pochi minuti, perchè il giudice Alberto Giannone ha rinviato al 28 ottobre il processo che si celebra con rito abbreviato e a porte chiuse.

LA VICENDA

Roberta sarebbe stata morta soffocata al termine di una lite coniugale, a causa del vizio del gioco che aveva il marito, che spendeva molto denaro alle slot. Era la mattina del 26 giugno 2018, quando Moramarco chiamò il 112 dicendo di aver trovato la moglie a terra, forse colta da malore dopo una presunta visita di ladri. La casa ne presentava segni del passaggio. Lo avevano appurato i carabinieri della Compagnia di Alba, intervenuti sul posto e che avevano condotto le indagini insieme Nucleo investigativo di Cuneo, guidati dai pm Simona Macciò e Giorgio Nicola.

Il racconto del marito aveva insospettito da subito gli inquirenti. Poi le verifiche sui movimenti bancari e la scoperta di prelievi anomali: fino a 20 mila euro in quattto mesi. Moramarco è accusato di omicidio volontario e simulazione del furto.

M. M.

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