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Economia | 16 gennaio 2020, 12:49

Bra, dipendenti Olicar Gestione senza più lavoro né arretrati: la Fiom si appella al curatore

Ieri a Torino la sigla Cgil ha incontrato i consulenti del professionista incaricato dal tribunale. "Trenta le famiglie messe in ginocchio dal dissesto dell’azienda, in alcuni casi senza stipendio da tre mesi. Urgente intervenire con reimpiego o ammortizzatosi sociali"

La storica sede di Olicar Spa, in via Don Orione. Dal 2017 il ramo d'azienda denominato Olicar Gestione Srl operava sotto il controllo del gruppo Manital di Ivrea

La storica sede di Olicar Spa, in via Don Orione. Dal 2017 il ramo d'azienda denominato Olicar Gestione Srl operava sotto il controllo del gruppo Manital di Ivrea

E’ un futuro incerto quello che attende la trentina di dipendenti della Olicar Gestione Srl di Bra. Come anticipato nei giorni scorsi da queste pagine (leggi qui), nei giorni scorsi il Tribunale di Asti ha dichiarato il fallimento della società braidese, attiva dal 2017 nel ramo energia come affittuaria di ramo d’azienda della Olicar Spa (realtà quest’ultima in regime di concordato preventivo dal novembre dello stesso anno) e operante, così come la sua dante causa, sotto il controllo della Manitalidea di Ivrea. Un gruppo quest'ultimo a sua volta alle prese con una difficile situazione economica, al centro nell’ottobre scorso di un passaggio societario – sotto il controllo della Igi Investimenti – e al contempo degli accertamenti coi quali il Tribunale di Torino punta a verificare i presupposti di un’eventuale stato di insolvenza (l’udienza è fissata per il prossimo 31 gennaio).

A questo complesso quadro debbono guardare i lavoratori braidesi di Olicar Gestione che, oltre a essere rimasti senza lavoro, in buona parte vantano dalla società fallita anche diverse mensilità arretrate, in alcuni casi anche tre stipendi ancora da incassare. Una condizione per certi versi simile a quella di quanti dall’azienda si erano invece dimessi da tempo, ma che ancora attendono di ricevere il dovuto trattamento di fine rapporto.

Nell’attesa che il curatore nominato dal tribunale (il commercialista torinese Ivano Paglieri) disponga i passi necessari alla definizione dello stato passivo (l’adunanza dei creditori è fissata per il prossimo 6 aprile), la Fiom Cgil provinciale si è attivata per tentare di capire quale sorte concretamente attenderà i lavoratori. Nella giornata di ieri, mercoledì 15 gennaio, i referenti del sindacato hanno incontrato il consulente del curatore presso lo studio torinese del professionista incaricato dal giudice.

"Tramite il suo fiduciario – spiega il sindacalista Domenico Calabrese – abbiamo chiesto al curatore di mettere in atto tutti gli strumenti possibili affinché i lavoratori possano riprendere l’attività sotto altri 'cappelli', oppure che ci si attivi per la predisposizione degli opportuni ammortizzatori sociali, di modo da non lasciare senza reddito famiglie che al momento risultano già fortemente penalizzate per effetto dei diversi stipendi mai pagati dall’azienda".

"Come Fiom riteniamo urgente trovare soluzione. Il consulente ha preso nota, assicurando un riscontro nei modi e tempi resi possibili dalla procedura", spiega ancora il rappresentante della Fiom, sigla che questa mattina ha tenuto un incontro coi lavoratori interessati presso la sede Cgil di Bra, per informarli circa i diversi possibili scenari cui potranno trovarsi di fronte per effetto dal fallimento e per garantire loro il proprio sostegno nei passi formali cui gli stessi lavoratori dovranno adempiere per insinuarsi nel passivo della società e tentare così il recupero delle spettanze pregresse.

Ezio Massucco

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