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Solidarietà | 25 marzo 2020, 17:08

Giuseppina: la fatina bionda che dice grazie ai medici cucinando per loro (VIDEO)

Un'insegnante di Vignolo, ogni sera, porta prelibatezze al personale sanitario del Carle. “Una piccola coccola per essere più vicino a chi combatte il Covid19 in prima linea”

Giuseppina Fimiani nella sua cucina

Giuseppina Fimiani nella sua cucina

“Piu che uno spuntino, mi piace pensare di offrire delle coccole. Un piccolo ringraziamento per tutto quello che loro stanno facendo per noi”.

È con queste parole e un grande sorriso sulle labbra che Giuseppina Fimiani di Vignolo - che tutti conoscono come Pina - racconta quello che fa da una quindicina di giorni a questa parte, ossia da quando l’emergenza sanitaria per il Coronavirus, è entrata a gamba tesa anche in Granda, scombussolando la vita di tutti ma soprattutto portando contagi e purtroppo morte.

L’unica barriera che ci può proteggere da questo virus - spiega Giuseppina, originaria del Salento ed insegnante di sostegno all’Istituto Grandis di Cuneo - sono loro: i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari. Per questo ho deciso, insieme al mio compagno Luigi Moccia di ringraziarli in modo semplice ma concreto, per farlo loro sentire la nostra vicinanza”.

Del resto preparare il cibo con le proprie mani è un grande gesto di amore ed attenzione verso chi quel cibo lo mangerà.

Così Pina, che ha una grande passione per la cucina ed ama cucinare per amici e parenti, ha deciso di mettersi ai fornelli ed ogni pomeriggio, dopo aver fatto lezione ai suoi alunni via internet, si mette ai fornelli, impasta e cuoce prelibatezze dolci e salate, facili da mangiare anche stando in piedi e senza posate. Poi verso le 20 carica tutto in macchina e insieme a Luigi porta i vassoi al Carle. Lascia i vassoi - con pressapoco un centinaio di porzioni - in portineria che poco dopo vengono recapitati ai vari reparti.

“Ho immaginato che con i turni prolungati e massacranti del personale dei cinque reparti dell’ospedale di Confreria - spiega Pina - fosse difficile per il personale organizzarsi soprattutto per il pasto serale. Per questo ho pensato di portare loro un piccolo pensiero che adesso ormai è diventato per loro, ma anche per me e Luigi, un rito che fa bene anche al cuore”.

Pizze e focacce, arancini di riso, pan Danubio e tante altre bontà da mangiare caldi o freddi, in piedi, rubando solo pochi minuti al prezioso lavoro del personale sanitario.

In questi giorni Pina ha cucinato utilizzando 45 chili di farina - dei quali 25 regalati dal Molino Squillario - otto chili di riso, 25 chili di patate ed oltre 15 litri di olio.

Il pomeriggio lo passo a cucinare - conclude Pina - con il mio compagno Luigi che mi aiuta. Dopo la consegna ci ritroviamo a casa e anche noi ceniamo con il cibo che abbiamo preparato per i medici e gli infermieri del Carle, già pensando a cosa preparare per l’indomani”.

NaMur

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