In occasione della quinta Giornata mondiale dell’acqua, in programma il 22 marzo a Nairobi, Marco Botto, presidente del Calso, l’azienda dei Comuni dell’Acquedotto Langhe Sud Occidentali con sede a Dogliani, lancia un appello affinché l’acqua, risorsa naturale fondamentale della montagna e della pianura cuneese, rimanga patrimonio pubblico. Secondo il presidente Botto, infatti, "la gestione pubblica significa investimenti sulle reti idriche, tariffe contenute e politiche di risparmio. Non solo: significa anche considerare l’acqua un bene comune limitato e prezioso da gestire con razionalità e trasparenza nell’interesse dei cittadini, garantendone l’accesso a tutti in una logica che privilegia una gestione partecipata di chi abita il territorio e delle sue amministrazioni".
E fin dal 1950, anno della sua costituzione, il Calso ne è un esempio più che riuscito: 22 Comuni, Dogliani capofila, che insieme alla Provincia di Cuneo gestiscono la rete idrica delle Langhe sud Occidentali, svolgendo anche un servizio di igiene urbana per i Comuni consorziati. Ma che la difesa dell’acqua sia tema più che mai attuale lo conferma anche il recente decreto Ronchi, approvato dal Governo a novembre, che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, acqua in testa, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando di fatto spazio ai privati. Una scelta, sostengono i Comuni consorziati del Calso, "che non premia di certo quelle realtà virtuose, la nostra compresa, che da sempre operano sul territorio garantendo un servizio di alto profilo a tariffe ragionevoli per i cittadini. Anzi, stando alle previsioni delle associazioni di difesa dei consumatori, la misura che prevede la privatizzazione dell’acqua peserà sulle tasche dei contribuenti con aumenti, entro un paio d’anni, tra il 30 e il 40%".













