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Politica | 19 ottobre 2010, 16:23

A Roma, al Consiglio di Stato, si sta valutando il ricorso presentato da Roberto Cota

Non è detto che oggi arrivi la decisione. Il ricorso di Cota è contro la decisione del Tar di procedere con il riconteggio dei voti

A Roma, al Consiglio di Stato, si sta valutando il ricorso presentato da Roberto Cota

E' cominciata da qualche ora davanti alla V sezione penale del consiglio di Stato la discussione in merito al ricorso presentato dal presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, contro la decisione del Tar di procedere al riconteggio dei voti da lui ottenuti nelle scorse elezioni regionali. Voti che ne hanno proclamato la vittoria. In apertura di udienza i rappresentanti della coalizione di centrosinistra hanno chiesto ai giudici un rinvio per avere il tempo di studiare la documentazione su cui si basa il ricorso presentato dai legali di Cota. I giudici di palazzo Spada hanno però deciso di discutere comunque il ricorso e andare avanti ascoltando sia i legali di Cota sia i legali della Bresso e si sono riservati di decidere sulla necessità di rinvio a fine udienza. Solo al termine della discussione si saprà se la decisione sui ricorsi arriverà oggi stesso o verrà rinviata per accogliere le nuove istanze presentate dall'avvocato della ex presidente Bresso.

Quali fronti si aprono in questa disputa apparentemente solo amministrativa ma in realtà dai risvolti assolutamente imprevedibili per la Regione Piemonte?

Se i giudici accogliessero il ricorso di Cota, verrebbe annullato il riconteggio che il Tar ha ordinato andando, di fatto, a vanificare tutta l'operazione effettuata nei diversi tribunali piemontesi, con costi non indifferenti. Verrebbe confermata, invece, la presidenza del leghista Roberto Cota. Il Tar venne sollecitato in questo riconteggio attraverso un ricorso presentato dalla governatrice uscente Mercedes Bresso. Se il ricorso presentato da Cota al Consiglio di Stato venisse invece respinto, quello presentato al Tar da Bresso & C. sarebbe valido e il Tar stesso dovrebbe prendere una posizione sui dati emersi dai riconteggi.  

Il riconteggio, lo ricordiamo, interessa le schede che riportano doppia croce (lista e presidente) o una sola croce su una delle due liste dichiarate non valide "Al centro con Scanderebech" e "Consumatori". Pare che su un totale di circa 15mila voti dati alle due liste, almeno 12mila sarebbero stati dati con la sola indicazione alla lista, senza la croce sul candidato presidente. Essendo non valide le liste, automaticamente verrebbe invalidato il voto dato a Cota, che da quelle liste era sostenuto. Tutto questo, se trovasse conferma al termine delle operazioni di voto, ribalterebbe l'esito a favore della Bresso, battuta per soli 9 mila voti.

Il 4 novembre doveva essere il giorno in cui il Tar piemontese si sarebbe espresso in merito al ricorso, ma che lata resti quella è ampiamente improbabile, essendo le operazioni di ricnoteggio a Torino nettamente in ritardo. Si parla di uno slittamento di almeno 25 giorni. Nell'udienza del 4 novembre il Tar dovrebbe invece tornare ad occuparsi del ricorso - che aveva a suo tempo accolto - relativo alla lista "Pensionati per Cota" con cui è stato eletto consigliere comunale Michele Giovine, indagato con il padre per aver falsificato delle firme.

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