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Eventi | 25 ottobre 2010, 09:07

Uno studio di Livio Berardo "Antifascismo Cuneese 1922 - 1943" presentato giovedì ad Alba

Presentazione giovedì 28 ottobre, ore 21, Sala “Beppe Fenoglio”

Livio Berardo

Livio Berardo

 Il numero 77 della rivista dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo pubblica un’interessante studio del prof. Livio Berardo dal titolo “Elementi pericolosi. Antifascismo cuneese 1922-1943”.

L’interessante volume sarà presentato giovedì 28 ottobre 2010, alle ore 21, nella sala Beppe Fenoglio, nel quadro delle iniziative promosse dalla città di Alba, dall’Associazione Colle della Resistenza e dalla sezione albese dell’Anpi per il 66° anniversario dei 23 giorni della città di Alba ed in preparazione alla festa dell’Unità Nazionale del 4 novembre.

Lo studio di Livio Berardo interessa per molti aspetti e per molti episodi le vicende dell’albese. Lo studio parte dalle elezioni del 15 maggio 1921 quando, alla Camera dei deputati vennero eletti, per l’albese, Teodoro Bubbio per il Partito Popolare ed Urbano Prunotto per il Partito dei Contadini, mentre l’avvocato Riccardo Roberto, deputato nel 1919, non venne più eletto. Dopo la Marcia su Roma e l’incarico conferito a Mussolini di formare il governo Bubbio e Prunotto, per non votare a favore del nuovo governo, erano usciti dall’aula. La ricerca di Berardo tratta poi, in  modo ampio ed esauriente, dei fatti di Alba quando, la sera del 31 ottobre 1922, i fascisti di Alba, dopo aver svolto un pubblico comizio sulla piazza antistante il palazzo comunale, lo occuparono chiedendo le dimissioni dell’intero Consiglio comunale.

Il sindaco Giovanni Vico riunì a casa sua il Consiglio comunale che, unanime, decise di resistere chiedendo al Prefetto di far sgomberare il palazzo comunale, cosa che avvenne dopo due giorni di occupazione. Lo studio di Berardo continua poi raccogliendo e illustrando tutte le iniziative antifasciste e i personaggi protagonisti dell’epoca. L’ultimo fatto analizzato da Livio Berardo e riguardante Alba è la vicenda degli studenti albesi e del Convitto Civico con il rifiuto, avvenuto all’Istituto magistrale da parte degli studenti, di una classe magistrale di rispondere al saluto al Duce. Il fatto avviene il 12 dicembre 1940; per quei fatti Giovanni Milesi e Bruno Demartin, assistenti del Convitto Civico, vengono condannati a dieci anni di reclusione, gli studenti Luigi e Renato Montanaro a 5 anni e gli studenti Giuseppe Traversa e Clemente Demonte a 6 mesi. Lo studio di Livio Berardo si può considerare la più completa analisi fino ad ora effettuata sull’antifascismo cuneese dalla Marcia su Roma all’8 settembre 1943. 

Giulio Parusso

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