E' probabile che il lavoro in banca per Giancarlo Boselli possa aspettare. Sì, perchè dopo essere stato sbattuto fuori dalla porta a calci nel didietro dai suoi stessi elettori, l'attuale vicesindaco di Cuneo (e insieme con lui gli altri sconfitti delle Primarie) si appresta a rientrare in gioco dalla finestra.
Prima il "E' più probabile che un cammello passi per la cruna dell'ago che Garelli diventi sindaco" di qualche giorno fa, mentre oggi Boselli rilancia alla grande, annunciando che in settimana il candidato sindaco del centrosinistra, uscito dalla volontà del popolo, getterà la spugna. "Forse nel prossimo fine settimana - scrive l'assessore sul suo sito - quasi tutte le liste di centro seguiranno il primo partito della città, il PD. A questo punto, come ormai si dice da più parti con insistenza, Gigi Garelli sarebbe intenzionato a ritirarsi".
"Nessuna intenzione di questo genere - sottolinea l'interessato - stiamo lavorando come ci eravamo prefissi, consapevoli che le differenze durante i tavoli sarebbero emerse. Ma non è da ogni singolo incontro che verrà fuori il risultato, bensì dalla sintesi di tutte le idee portate da chi vi partecipa".
Innegabile comunque che da come si sono messe le cose (comunicati e contro comunicati tra chi lo sostiene e chi rema contro), il cammino per lui si fa sempre più in salita: Garelli non è e non è mai stato il candidato di un singolo partito, ma colui che gli elettori hanno chiamato a rappresentare una coalizione, che al momento è lontana a venire. E questo resta il più grande scoglio per lui: "Chiaro che qualora non si riuscisse a mettere insieme un minimo di coalizione - ammette - il cammino per me si renderebbe difficilissimo".
Il "lavoro" che una parte del PD sta facendo è proprio questo: puntare sulle visioni programmatiche differenti che il rappresentante della Costituente ha rispetto la giunta Valmaggia (e che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, enunciò fin dal primo giorno che presentò la propria candidatura) per costringerlo ad abbandonare.
"La tentazione di creare un altro soggetto alternativo a me c'è ed è forte - asserisce Garelli - ma io resto convinto che alla fine riuscirò a creare le condizioni per poter andare avanti. Ho il sostegno di uomini del Psi, di IdV ed anche di una parte del PD stesso, che restano convinti, come lo sono io, che la gente di Cuneo sia capace di guardare avanti, senza ancorarsi al passato. E poi ho il sostegno della gente, che mi chiede di uscire da questa logica dei partiti. La partecipazione alle Primarie significherà pur qualcosa".
La gente probabilmente sì, ma prima di richiamare in causa gli elettori occorre arrivarci al giorno del voto e le condizioni per far sì che Garelli vi giunga quale candidato sindaco della sua ala politica sembrano davvero ridotte al lumicino a questo punto.
Non dovesse essere così, all'attuale candidato non rimarrebbe che una speranza: auspicarsi che la gente possa ricordare quel giorno quanto è successo prima. Anche se per lui sarà una speranza effimera.
















