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Politica | 30 gennaio 2012, 14:14

Cuneo 2012, il PD lancia l'affondo ai Garelliani: "C'è chi vuol vincere la guerra invece di pensare alla pace"

Il segretario cittadino Dario Chiapello cerca di far chiarezza su una questione sempre più intricata: "Garelli uomo di parola, ma dietro c'è una continua corsa ad alimentare lo scontro"

Dario Chiapello

Dario Chiapello

Gentile Direttore,

mi rivolgo ai cittadini cuneesi, che credo oggi abbiano bisogno di chiarezza come di acqua.

Il Partito Democratico di Cuneo ha lealmente partecipato alle primarie e preso atto con trasparenza del loro esito. Gigi Garelli, il vincitore delle primarie con il 27% dei voti, è oggi il candidato del PD, e chi afferma il contrario o è disinformato, o è in malafede, o coltiva disegni propri che francamente non mi interessano.

I cittadini cuneesi certamente ricordano che tutti i partecipanti alle primarie, all'atto della loro candidatura, hanno sottoscritto un documento di base, con cui affermavano di condividere alcuni punti essenziali per il futuro della città. Io sono certo che Gigi Garelli, che è uomo di parola, condivida al 100% questi punti, avendoli a suo tempo approvati.

Altri, all'interno della Costituente dei beni comuni, si sono invece fin da subito arrogati il diritto – recentemente pubblicamente ribadito ad un tavolo di lavoro - di “interpretarli”, secondo l'antica massima che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica. Per noi che siamo forse di una vecchia scuola, i documenti non si interpretano: o si firmano onestamente o non si firmano. Punto.

Il PD di Cuneo ha presentato il suo programma alla città con un chiaro comunicato stampa ufficiale, che da qualche fonte è stato riportato in modo parziale e inframmezzato a commenti redazionali; in realtà, come chiunque sia in buona fede può constatare leggendolo, quelli che alcuni hanno definito come i terribili “ultimatum” posti dal PD, altro non sono che i punti di quel progetto di città che Gigi Garelli e gli altri candidati hanno condiviso come piattaforma base per le primarie.

Le reazioni scandalizzate di chi a suo tempo ha approvato quelle linee guida  e ora si straccia le vesti  mi sembrano pertanto del tutto incomprensibili, e forse anche sospette. Reazioni che risultano tanto più scomposte e insopportabili se accompagnate dal dito alzato di coloro che, all'interno della Costituente, rivendicano il pieno monopolio – questo sì non negoziabile – della scienza e della conoscenza applicate all'interesse della città.

La mediazione, l'umiltà e il confronto sono il sale della democrazia, ma purtroppo bisogna saperli esercitare, e sono un preciso dovere per chi ambisce ad amministrare il bene collettivo. Finora, invece, si è assistito a una continua corsa ad alimentare lo scontro, perfino in imbarazzanti occasioni pubbliche, per poi accusare gli altri di voler rompere.

E' così che si scavano abissi fra le parti e si fanno naufragare progetti comuni.

Purtroppo c'è chi è ancora impegnato a vincere la guerra, invece di pensare a vincere la pace.

Dario Chiapello, Segretario del circolo del Partito Democratico di Cuneo

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