Serviva una scossa, occorreva fare qualcosa, bisognava prendere una posizione. Così ha fatto Luca Borsarelli, da poco dimessosi da coordinatore cittadino dell’UDC.
“Nel partito mancava la scelta, c’era insicurezza e mi sentivo anche responsabile. Per questo ho voluto dare la scossa prendendo questa decisione”. Questa scelta, di cui tanto si va parlando, è il cosa fare in vista delle elezioni amministrative, la cui campagna elettorale sembra già iniziata. Per Borsarelli non ci sono grosse alternative, in quanto “non si può sostenere un candidato, un sindaco, che di fatto ti ha scaricato”. Questo è il punto. Non è piaciuta insomma la mossa di Stefano Viglione, ripropostosi col sostegno di 5 liste civiche.
E i partiti? Questo è un boccone troppo amaro da buttare giù. Secondo l’ex coordinatore UDC sarebbe stato corretto perlomeno parlarne prima con le liste, i partiti e quanti l’avevano sostenuto nell’ultima tornata elettorale e poi decidere, discutere e proporre la candidatura. Invece niente: i partiti, i simboli sono stati nascosti, senza parole, senza opinione. La candidatura, così come è stata proposta, è “blindata”, nessun colloquio, solo un’imposizione.
Ma allora, quale sarebbe la “scelta” di Luca Borsarelli? “E’ giunta l’ora di far nascere a Mondovì il Terzo Polo, visto che ci sono diversi movimenti civici interessati al progetto”. La cosa non è così semplice come sembra e proprio l’incertezza, i tentennamenti, i continui rinvii non sono assolutamente d’aiuto ad un partito che dovrebbe invece prendere decisioni concrete, rapide e convinte, visti i tempi che corrono.
Capitolo amministrative. “Avrei gradito anche una grande coalizione – afferma – da Pdl a Pd, un’unione di tutte le forze moderate a sostegno di una figura di spicco, per far fronte a questo periodo di profonda crisi”. Questa che era pressoché un’utopia è destinata infatti a restare tale, visto che sia da destra che da sinistra sembra che le idee sul da farsi siano già abbastanza chiare. Resta fattibile l’idea del Terzo Polo, anche “per dare un’alternativa ai cittadini”.
Non piace il bipolarismo, è necessario dare ai cittadini la possibilità di scegliere, di orientarsi fuori dal solito bipolarismo. Altra riflessione importante è la costatazione di un dato di fatto: “Non mi piace vedere troppe liste civiche. I partiti devono mostrarsi come tali, perché le liste di partito travestite da civiche, oltre ad essere poco corrette, sono sintomo di scarso coraggio”. I partiti devono esserci, non ci si può nascondere, si deve portare anche a Mondovì il quadro politico nazionale.
Secondo Luca Borsarelli, le dimissioni hanno lo scopo di riaccendere l’UDC di Mondovì, riportare il coraggio, la voglia; dovrebbero smuovere un partito ancora troppo indeciso, ancora troppo diviso da quanti, in Consiglio Comunale, si sentono ancora legati all’attuale maggioranza e quanti invece vorrebbero, visto i recenti sviluppi, staccare la spina, creare l’alternativa e ripartire.















