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Attualità | 03 febbraio 2012, 12:13

Neve, St. Gréé apre allo sci, ma il danno resta: il punto con il presidente della Cooperativa Le Radici

Nostra intervista a Mario Rocca

Neve, St. Gréé apre allo sci, ma il danno resta: il punto con il presidente della Cooperativa Le Radici

Generale Inverno ha deciso di rimboccarsi le maniche e concedere alle stazioni turistiche invernali del cuneese un po’ di tregua. La carestia di neve sembra essere terminata con le perturbazioni di questi ultimi giorni. Ma il danno economico per le mancate o parziali aperture degli impianti sci resta. Come potrà essere ammortizzato? Ci addentriamo nelle problematiche di chi è in ballo, ci lavora e ci crede sino allo stremo delle forze. Abbiamo incontrato Mario Rocca, presidente della Cooperativa Le Radici di St. Grèè

Presidente Rocca, come ha vissuto l'infausto momento una neo-nata stazione come la vostra? Si è parlato di stato di calamità naturale.

La "siccità" nevosa non rientra, in base alle vigenti leggi nazionali e regionali, nel novero di situazioni "eccezionali" a fronte delle quali le istituzioni preposte (regioni, provincie e comuni) possano richiedere al Governo lo stato di "calamità naturale" con la conseguente possibilità di adottare delle procedure d’intervento "dirette" a sostegno delle aree e delle categorie colpite dall'evento (o situazione) catalogabile come calamità”.

Oggettivamente quali ritenete siano i problemi più pressanti per voi operatori turistici?

“La domanda è piuttosto complessa e la risposta, di conseguenza, non può essere semplice. Partendo dal fondo, a mio modo di vedere l'appena cessata "siccità nevosa" ha avuto l'effetto di far percepire a tutti gli operatori turistici e a tutti i soggetti che hanno attività sul territorio, l'importanza dell'effetto trainante che una stazione sciistica esercita sulle attività del territorio e sui patrimoni immobiliari sullo stesso esistenti, venuto quest'anno a mancare nei tempi "canonici" di una normale stagione turistica invernale. Tutte le attività ne hanno risentito, a partire dalle strutture ricettive, ristoranti, negozi di qualsivoglia genere, distributori di benzina, affitta camere, agenzie immobiliari, manutentori e quant’ altri lavorano nel turismo. Quanto sopra vale per tutte le località turistiche del cuneese, ma in maniera particolare per Viola St. Grèè".

Al secondo anno d'apertura siete stati martorizzati da un disastro economico, o è una definizione eccessiva?

“La sua riapertura lo scorso anno, pur con tutte le pecche, limitazioni e manchevolezze dei pur volenterosi gestori (la cooperativa Le Radici) ha significato un tangibile segnale di ripresa del paese che, ritengo, sia stato avvertito da tutti, operatori turistico-commerciali e non, turisti occasionali o stanziali: la "siccità nevosa" ha, di fatto, stoppato questo processo di rivitalizzazione.

Lei ha fatto cenno a "un disastro economico": forse è eccessivo definirlo tale, ma i suoi effetti si sono riverberati con diversi impatti sui vari soggetti che gravitano intorno ad una stazione di sci

Per i gestori sono stati più pesanti perché la siccità nevosa ha di fatto reso improduttivi e non recuperabili gli sforzi economici compiuti per rendere più efficiente, accogliente, sicura la stazione di St. Grèè (manutenzioni impianti, collaudi, manutenzione piste, spietramenti, decespugliamenti,  consolidamento strade e parcheggi, etc)”.

Rocca poi entra nel merito del concetto: “Tutto ciò per sottolineare che il "peso" della conduzione di una stazione sci - ancorchè "micro" come quella di Viola St. Grèè - non può oggettivamente gravare sul solo gestore. Mi riferisco in particolare alle difficoltà di decollo di un "progetto Viola St. Grèè", ovvero dalla condivisione di una campagna pubblicitaria degna di questo nome e della località, d’iniziative sul territorio che consentano di implementare la presenza turistica, una maggiore e più costante presenza di chi a Viola St. Grèè ha investito i propri denari nell'acquisto di un alloggio e/o di chi vuole semplicemente trascorrere una giornata in montagna”.

Il Presidente spiega quanto importanti siano per il turismo alcuni fattori: “Come in tutte le cose, è solo una questione di "numeri", ovvero il raggiungimento di uno "zoccolo duro" di frequentatori, turisti, villeggianti, passanti e altri soggetti che consentano l'avviamento di ulteriori attività commerciali, ricettive, ludiche e di servizi, con l'obiettivo finale di creare una”offerta" di servizi e attività degni di questo nome. Inutile dire che l'offerta interagisce strettamente con la domanda ed entrambe devono svilupparsi armonicamente”.

Rocca poi fa riferimento alle tante proposte circolate in questi anni sulla St. Grèè del futuro: “Nel corso di questi anni ho letto molto di cosa bisognerebbe fare a Viola St. Grèè - specie con gli investimenti di denaro pubblico - ma non ho mai avuto modo di leggere nulla su come e da chi queste strutture e/o impianti possano o debbano essere gestiti, specie nei primi anni di attività, con i quali, normalmente, si costituisce e costruisce l' "avviamento" di un’attività e s’investe su un progetto di un certo tipo. In altre parole – conclude il Presidente - occorrerebbe che un maggior numero di soggetti "investissero" su Viola St. Grèè, ognuno in base alle proprie attività, ruoli, capacità economiche e gestionali, dall'imprenditore al "turista". St. Grèè è un patrimonio comune e come tale andrebbe curato da tutti coloro che, a vario titolo, ne compongo e costituiscono il tessuto“.

Aquanto pare la Regione intende porre sul piatto alcuni aiuti per i gestori degli impianti cuneesi. Pensate di avvalervene?

“La Regione Piemonte - e per quanto territorialmente competente la Provincia di Cuneo - ha dato un notevole impulso all'applicazione della Legge Regionale n. 2 del 26 gennaio 2009 e, per quanto concerne la parte del programma Triennale 2009/2011 riguardante le "piccole stazioni". La cooperativa Le Radici, nella sua qualità di gestore dell'impianto sciistico di St. Grèè presenterà la propria domanda di contributo, nei termini e nelle modalità previste dalla legge stessa”.

Nel caso saranno sufficienti per farvi superare l'empasse?

“Se detto contributo, semprechè sia concesso risolverà o meno l'empasse è difficile dirlo: sicuramente rappresenterà una buona boccata d’ossigeno per far fronte a tutte le spese e agli investimenti effettuati dopo la stagione invernale 2010/2011”.

Presidente, l'innevamento artificiale avrebbe risolto la stagione?

“Così com'è al momento strutturata l'impiantistica di Viola St. Grèè ossia una sola seggiovia lunga 1400 metri ed un tapis roulant di 80 metri credo sia veramente improbo parlare di neve artificiale. A prescindere dall'altitudine della zona partenza, sotto i 1200 m slm, un eventuale impianto dovrebbe provvedere all'innevamento artificiale di una pista di discesa lunga più di 2000 metri e larga una settantina di metri, ovvero 140.000 metri quadrati o giù di li. Considerando un costo di tre euro al metro cubo per produrla, più il costo dell'impianto in sé, captazione acque, bacini artificiali, impianti di pompaggio, cabine elettriche, km di scavi e tubazioni ad alta pressione, impianti elettrici, cannoni, etc., lascio al lettore la proiezione dei costi degli investimenti e delle operazioni necessarie a garantire un sufficiente innevamento su un’area così vasta”.

“La "siccità nevosa" non può essere risolta dal solo innevamento artificiale, specie in una micro stazione come Viola St. Grèè”. Rocca poi conclude dicendo “Non si esclude tuttavia, per il prossimo anno, di tentare qualche iniziativa per la produzione di neve artificiale sulla minipista del tapis roulant e/o sulla parte bassa della pista nera, però come puro supporto e fondo alla neve naturale. Un impianto per la neve artificiale potrebbe avere una logica e una motivazione economica su una pista in quota, se e allorquando verrà realizzato un impianto di risalita, tipo il vecchio "Vallone", sulla cima Nei”.

Abbiamo appreso che sono state fatte alcune cose interessanti a St. Grèè come il rifugio in vetta. Com'è strutturato?

“Il Rifugio in vetta è una costruzione "temporanea" in legno con una superficie di circa 50 metri quadrati, realizzato a norma di legge dalla sola cooperativa, senza alcun contributo e/o supporto economico da parte di chicchessia. Questa realizzazione c’è costata un notevole impegno e una pesante esposizione economica. Si è resa necessaria e indispensabile per il completamento - ancorchè oggettivamente modesto... - del pacchetto di servizi collegato alla seggiovia e per consentire innanzitutto l'aumento della ricettività turistica (quest'anno, probabilmente, il solo bar del pattinaggio e il punto ristoro a valle non sarebbero stati sufficienti ad assorbire il numero di sciatori che avrebbero fruito degli impianti e delle piste) e dall'altro creare un punto di relax in quota con un paesaggio veramente di notevole bellezza.”

La gente ha risposto? Ha partecipato secondo le vostre aspettative?

“Credo che la gente abbia risposto alla grande e ci abbia manifestato il proprio apprezzamento, che speriamo continui una volta che l'esercizio sia a tutti gli effetti "a regime".

Presidente Rocca, St. Grèè ce la farà?

“Il nostro mandato è di soli cinque anni, di cui uno e mezzo parlando d’inverni già trascorsi. Se Viola St. Grèè ce la farà o meno come ho già spiegato prima non dipende solo da noi gestori. Sottolineo che un progetto Viola St. Grèè non può svilupparsi e consolidarsi in un arco di soli cinque anni: credo sia necessario un respiro più ampio per realizzare un qualcosa di veramente concreto che duri nel tempo, anche per le future generazioni”.

Qual'è il vostro auspicio?

“Che si creino quelle necessarie sinergie tra tutti i soggetti che in base ai propri ruoli interagiscono - o possano farlo - con Viola St. Grèè”. 


Daniela Cassinelli

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