Alberto Anello, Paolo Amorisco, Livio Berardo: sono un po’ i resti mummificati di quell’opposizione un tempo barricadiera ed oggi palesemente in avanzata fase di estinzione che a tratti siede ai tavoli della Comunità Montana del Monviso. A loro abbiamo chiesto un commento sull’avvenuta condanna dell’Ente da parte del Tribunale di Saluzzo al pagamento di circa 15mila euro nei confronti di una società che aveva partecipato e inizialmente vinto un progetto sulla “sentieristica”.
Ma abbiamo loro chiesto, e neppure troppo provocatoriamente, se non credessero che più della maggioranza avesse fallito l'opposizione: prima sulle barricate per un nonnulla, ora completamente inesistente. Prima disponibile a gettarsi nel fuoco per battaglie poi dimostratesi una colonna di fumo senz'arrosto, abbandonate a se stesse sul più bello, quando forse il risultato da cogliere era davvero lì, dietro l'angolo. Ecco le loro risposte.
Alberto Anello - “Riterrei più opportuno che, come in ogni democrazia che si rispetti, le responsabilità se le assumano coloro che hanno i numeri per governare più che quelli che non li hanno. Sono sempre disponibile ai ribaltoni chiari puliti e con un programma che supporti il tutto.
Ma, per il resto, dal momento che di arrosti non ne possiamo mettere a cuocere... vedo quantomeno di evitare il fumo, anche se mi piacerebbe guardarli in faccia uno per uno i sostenitori di questi fenomeni dell'amministrazione che la Regione - eliminando le Comunità Montane – altro non farà che toglierli dall'impiccio di dover dimostrare di essere in possesso di una anche minima capacità di amministrare”.
Paolo Amorisco – “In relazione alla sentenza di condanna verso la Comunità montana non posso che esprimere il mio rammarico per l’ennesima iniziativa che si sarebbe potuta rivelare utile e che in realtà ha nuovamente fornito la prova della totale inadeguatezza dei vertici politici della comunità montana. Un altro esempio di pessima gestione delle opportunità. Forse sarebbe necessario valutare anche la responsabilità civile e patrimoniale dei singoli amministratori quando, come in questo caso, si viene condannati.
Il fallimento dell’opposizione e’ ben poca cosa rispetto al fallimento della maggioranza. E’ sufficiente ricordare lo spreco di soldi che continua tutt’ora nel centro servizi di Isasca, la doppia sede di Frassino e Paesana, il nepotismo nella giunta, gli aumenti ingiustificati e ingiustificabili ad alcuni dipendenti vicini alla maggioranza per rendersi conto che parlare di fallimento della maggioranza è addirittura riduttivo. Parlare di catastrofe è sicuramente più indicato. La maggioranza nonostante alcuni timidi sussurri (prontamente soffocati) si è bevuta tutto questo e chissà cos’altro riusciranno a farle bere Perotti, Dovetta e Matteodo”.
Livio Berardo – “Per dipingere il mesto tramonto della nostra Comunità Montana prendo in prestito i versi di Thomas Stearn Eliot: This is the way the world ends | This is the way the world ends | This is the way theworld ends | Not with a bang but a whimper (Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Non in un baccano ma in un piagnisteo). Sulla questione della sentieristica, chi ha sollevato il problema è stato Dino Matteodo appena uscito di Giunta, dove evidentemente aveva appreso i retroscena della vicenda.
E’ vero, come opposizione siamo fermi sia per l'incertezza delle prospettive istituzionali sia per l'eterogeneità dello schieramento, ahimè inevitabile per i rigidi vincoli del sistema elettorale. Il centrosinistra deve costituire, posto che ci sia ancora un futuro per le Comunità Montane, un gruppo a se stante che si occupi, di questioni consistenti: il futuro dei piccoli comuni, la gestione dei servizi ecc. Anche in tema di controllo bisogna riprendere un'azione incisiva, come quella che nella passata consigliatura portò alle le battaglie sugli impianti di Pian della Regina e sull'affitto della sede dell'ASL. Le smargiassate non portano molto lontano”.











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