Egr. Direttore,
Vorrei rispondere alla lettera del Vice Sindaco di Bernezzo, Aurelio Pellegrino, apparsa su Targatocn.it in merito alla chiusura dell’ufficio postale di San Rocco Bernezzo. La chiusura dello sportello si inserisce nell’ambito della ristrutturazione degli uffici postali, decretato da Poste Italiane. Nella nostra provincia 14 uffici dovranno essere chiusi o lo sono già stati, tra cui anche San Rocco, perché definiti “improduttivi”.
Ma come fa ad essere improduttivo un ufficio dove c’è sempre la coda, dove gli utenti non sono solo gli abitanti della frazione bernezzese, ma anche di altre zone, in particolare Caraglio?
Il fatto che quello di San Rocco Bernezzo fosse un ufficio postale con un alto giro d’affari, superiore a quello dell’ufficio di Bernezzo capoluogo, è stato confermato anche dal Sindaco di Bernezzo, in un articolo apparso su La Stampa di alcune settimane fa e ribadito sullo stesso quotidiano sabato 11 agosto.
Ma allora, tutti a San Rocco ci chiediamo: come mai è stato chiuso un ufficio con un giro d’affari elevato e tutt’altro che improduttivo?
L’unica risposta che ci pare logica è che i locali non fossero più adeguati e in questo periodo di riduzione dei costi, non si voleva traslocarlo in un altro sito.
Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, si sono completamente disinteressate delle poste di San Rocco, per trovare un’altra collocazione, più consona alle nuove esigenze, pur sapendo che prima o poi quei locali non sarebbero più stati idonei, nonostante fossero già state individuate delle possibili collocazioni in alcune nuove costruzioni.
Al contrario, una nuova collocazione è stata trovata per l’ufficio di Bernezzo capoluogo.
Anche nella vicenda della chiusura di San Rocco l’amministrazione comunale ha dimostrato un immobilismo preoccupante. In una vicenda così importante, dove il disappunto si mescola alla rabbia, alla delusione, l’amministrazione comunale non può limitarsi a scrivere degli articoli su giornali, o peggio ancora fare dei proclami durante le funzioni religiose in occasione della Festa Patronale, dove nessuno può formulare domande o richiedere ulteriori chiarimenti, o fare delle proposte.
In altre frazioni (vedi Spinetta e San Pietro del Gallo) gli sportelli verranno “salvati” con la motivazione: “perché presentano un bilancio in attivo” come sottolinea Stefano Dho della UIL Poste in un articolo apparso sul settimanale Cuneo Sette del 31 luglio. E allora non ci capiamo più nulla.
Per conto mio, sarebbe auspicabile, oltre che indispensabile, un chiarimento pubblico con tutta la popolazione, in modo che tutti possano essere informati direttamente sull’intera vicenda, nonché sulle azioni che l’Amministrazione Comunale ha intrapreso, o che avrebbe dovuto o potuto intraprendere ma che non ha intrapreso.
Non voglio dare adito alle numerose voci che circolano in questo periodo a San Rocco, alcune evidenziando una totale sfiducia nella gestione della vita e delle opere nel nostro Comune, perché qualcosa di buono è stato fatto in questi anni anche per la nostra frazione, ma in questo momento dove siamo stati privati di un servizio importante come l’ufficio postale, esistente da oltre un secolo, si rende necessario e più che auspicabile un incontro tra la popolazione e l’Amministrazione Comunale.
Probabilmente il successo dello sportello di San Rocco era dovuto anche alla disponibilità dell’impiegata Maria Teresa, che con i suoi modi affabili, la sua cortesia e la sua competenza aiutava concretamente e consigliava quanti erano in difficoltà nel compilare bollettini, scegliere un investimento, gestire un libretto postale, ecc.
Per questo motivo vorrei ringraziare di cuore (penso anche a nome di tutti gli ormai ex utenti dello sportello di San rocco) Maria Teresa, per quanto ha fatto in questi anni, per l’aiuto concreto che ci ha offerto e spero che sia così apprezzata anche nella sua nuova destinazione.
Attendo una risposta con una possibile data per l’incontro con la popolazione.
Franco Milano








