Un paio di mesi fa lungo la Pratoguglielmo-Pian Munè, “strada sconsigliata a ciclisti a motociclisti”. Intorno a mezzogiorno di domenica scorsa lungo i tornanti della Bagnolo Piemonte-Montoso, anch’essa “strada sconsigliata a ciclisti e motociclisti”. O è la maledizione di un qualche faraone d’Egitto (cui politicamente sono invisi i vertici dell’Amministrazione Provinciale) oppure v’è forse da pensare che i cartelli con i quali la Provincia dissemina le nostre strade siano più veritieri di non quanto si pensasse e non servono soltanto a mettere al riparo i fondoschiena provinciali da eventuali future richieste di danni. Anzi. E quindi bisognerebbe forse imparare ad adeguarsi e cancellare, almeno sino a tempi migliori, quelle vie dagli itinerari di turismo eco-compatibile.
Certamente spiace dirlo. Certamente hanno ragione coloro che sostengono che così facendo non si aiutano né il turismo né la Valle Po. Ragione da vendere. Ma visto che il rischio di distruggersi la faccia o di procurarsi importanti traumi cranici, le due diagnosi che hanno accompagnato i due sfortunati cicloamatori in ospedale (uno addirittura in elicottero), c’è davvero tutto, allora tanto vale evitarlo. Visto che evitarlo è possibile.
L’argomento sta parecchio a cuore dei nostri lettori, che a più riprese e da più parti geografiche della nostra provincia, sono intervenuti con lettere di protesta sulle condizioni delle strade. Non ultimo il signor Elio Eandi, che con la sua lettera sulle condizioni della Paesana-Barge e del cartello posizionato in un solo senso di marcia altro ha confermato l’esattezza di quanto da noi scritto qualche giorno prima. Resta il fatto che le lettere e gli articoli di giornale, cui l’assessore alla viabilità Giuseppe Rossetto ci disse un giorno di guardare con attenzione, servono a segnalare, magari con forza ed ironia, i problemi. Purtroppo non a risolverli.
Nei giorni scorsi siamo tornati a percorrere in auto, prima la Provinciale 269 (Paesana-Pratoguglielmo) e poi la Provinciale 331 (Pratoguglielmo-Pian Munè) ed è stato sconcertante il dover prendere atto di come siano ulteriormente peggiorate le condizione della seconda delle due. Buche ampie e profonde ovunque, asfalto qua e là disgregato sotto gli agenti atmosferici, bordo strada eroso in ampi tratti: un disastro, pericoloso addirittura per un’automobile. Figurasi per una moto od una bici. Figurarsi in discesa, dove la velocità può sfuggire di mano anche solo per un attimo. Che può essere fatale. Incontrare, al ritorno, il consueto camion con 2 addetti della Provincia, che abbiamo immaginato intenti ad andare nuovamente a rattoppare qualche buca, ci ha fatto sorridere. Con amarezza.
Sullo sfondo rimane una battaglia persa, che non per questo non merita di essere combattuta: la Provincia ha in atto una massiccia dismissione di strade oggigiorno di sua competenza e percorrerà quel percorso sino al risultato finale. Tra queste strade vi è la Montoso-Rucas e vi sarà, un giorno neppure troppo lontano, la Pratoguglielmo-Pian Munè. Per tutte le altre i soldi sono quelli che sono, anche se le ultime dichiarazioni di Rossetto ispirano ad un briciolo d’ottimismo. Ma ci vorrà tempo.
Nel frattempo una mano “pietosa” ha cancellato i due “capezzoli” disegnati da una “sorella” burlona su un cartello di strada dissestata (foto sotto) di cui ci eravamo occupati tempo addietro. Così, lungo la Pratoguglielmo-Pian Munè non c’è davvero più nulla di cui sorridere.







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