/ Al Direttore

Che tempo fa

Al Direttore | 11 settembre 2012, 14:40

Chiusura della caccia in Piemonte: chi gestirà il nostro patrimonio?

Chiusura della caccia in Piemonte: chi gestirà il nostro patrimonio?

Gentile Direttore,

mi permetto di scrivere queste poche righe, e cercherò in tutti i modi di non offendere nessuna delle categorie che andrò ad elencare; sono un appassionato CACCIATORE della zona alpi, e mi permetto di scriverlo in grassetto perché eticamente detesto e condanno mattanze e bracconaggio, che vengono affibbiate normalmente alla mia categoria. Non nego che come tale , nei periodi consentiti prelevo dei capi a me assegnati dopo attenti censimenti dai quali si va a delineare un piano di prelievo selettivo per la stagione(camosci, cervi, caprioli, mufloni), quindi usando termini cari agli ambientalisti UCCIDO; uccido ma con dovere di causa, conscio del fatto che compio un’azione atta al mantenimento della specie, a scongiurare delle malattie, all’eliminazioni di capi sanitari, quindi deboli e malati, a garantire un mantenimento della specie…lo faccio per portare mio figlio durante il periodo estivo a vedere gli animali selvatici nel loro habitat naturale come mio padre, anch’esso cacciatore ha fatto con me, e non allo zoo chiuso in gabbia, per fargli capire gli equilibri della natura e per fargli capire il patrimonio che abbiamo a disposizione.

Ora, con la chiusura della caccia, mi chiedo chi verrà incaricato per il mantenimento degli equilibri che solo la natura e i sui predatori non riescono a garantire… guardie provinciali e/o ragionali?? Guardie volontarie??? Personale formato ed abilitato?? Saranno pagati con soldi pubblici?....E queste persone, che dovranno occuparsi del mantenimento dei numeri presenti sul territorio, sempre in forte crescita, nonostante alcune fonti mal informate continuino a dire il contrario, saranno abilitate ad UCCIDERE ??? Mi piacerebbe capire la differenza…noi facciamo lo stesso, l’unica differenza è che paghiamo fior di quattrini, riceviamo un braccialetto della regione Piemonte, vidimiamo tesserini, imbuchiamo i tagliandi giornalieri, portiamo i capi abbattuti da un veterinario per verificare l’esattezza dell’abbattimento e darne comunicato alla Regione….forse non siamo proprio dei delinquenti…Un altro quesito: chi pagherà i danni all’agricoltura? E gli incidenti stradali a causa dell’attraversamento degli animali? Chi garantirà il posto di lavoro a chi attualmente gestisce questa realtà (guardie, tecnici faunistici ecc…)?

La Regione Piemonte ha la fortuna di avere una varietà di ambienti incredibili, dalla pianura alle montagne, ed ha un patrimonio faunistico invidiato da tutti, dai grandi erbivori come il Cervo, sino a tutte le varietà di volatili presenti; sarebbe un peccato sprecare questo patrimonio, perché, senza una gestione, gli animali rischiano comunque la morte per malattie, consanguineità, indebolimento della specie, come successo al Parco Nazionale dello Stelvio solo alcuni anni fa, dove la regione cercava cacciatori per abbattere i Cervi. È altrettanto un peccato vedere che la categoria dei cacciatori non è rappresentata da NESSUNO. I nostri politici probabilmente tengono più ai guadagno personale, sia esso d’immagine e di voti, ma in questi momenti non si fanno sentire, non si vede un articolo sui quotidiani, neanche a fondo pagina, staccano i telefoni di regioni e provincia (che se non erro paghiamo anche noi con i soldi pubblici) per non dover dare spiegazioni. Nella speranza di non aver urtato la sensibilità di nessuno, confido nelle capacità intellettive di chi legge, e spero di aver portato agli occhi di qualcuno i reali problemi che si andranno a delineare a breve.

G.B.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium