“Siamo al capolinea, pur dopo aver fatto tutto quanto era nelle nostre umane possibilità. Questa sera siamo qui per cercare forze nuove, per continuare a lavorare con altri, disponibili ad entrare a far parte del direttivo. Perché noi non vogliamo chiudere, ma se non arrivano aiuti ecco che allora siamo pronti a lasciare”. Stanno tutti nelle parole del presidente Celestino Rolando i tanti mal di pancia della Pro loco Rifreddo. Un presidente sanguigno, Celestino. Sincero, schietto, genuino, E soprattutto poco avvezzo a rapportarsi con la gli organi di stampa stampata. Ma anche un presidente che si assume le proprie responsabilità. Sempre, anche quando versa il latte sul fuoco. E che non fa retromarcia, né smentisce. Anzi. Conferma tutto. Anche quando parla dei pessimi rapporti con don Agostino Tallone, il parroco del paese che all’Ente annualmente mette a disposizione il campo sportivo (dove si monta il padiglione danzante) ed il salone parrocchiale (che ospita invece il remunerativo banco di beneficenza). Celestino Rolando non molla la presa: “Da anni – dice - gli facciamo un’offerta sempre dello stesso importo: 500 euro. Ma lui quest’anno ci ha chiesto di più, parecchio di più. Quel signore non si accontenta mai… ”.
Presente in sala, ad onta delle indiscrezioni della vigilia, anche il sindaco Cesare Cavallo, che ha avuto parole al miele per il “suo” presidente, pur chiedendogli chiarezza: “Ho ottimi rapporti con la Pro loco ed il suo presidente – ha detto il primo cittadino – ciò nonostante abbiamo delle difficoltà ad accontentare l’Ente in tutto e per tutto. Abbiamo sempre cercato di fare il possibile ed i 6.600 euro di contributo annuale, di cui versiamo all’Ente – caso più unico che raro – un anticipo del 90% credo parlino da soli. Sono dispiaciuto per le accuse di scarso sostegno mosse al Comune (e comparse in una sorta di intervista su di un giornale locale: ndr) dal suo presidente. Da parte mia c’è la massima disponibilità a collaborare ancora, a ricucire lo strappo, ma ho bisogno di sapere se quelle accuse sono una forzatura giornalistica oppure se il direttivo della Pro loco le pensa veramente”.
Detto della dichiarazione del consigliere d’opposizione Francesca Liambo che ha rimproverato all’Ente una “scarsa trasparenza” nei suoi sette anni di vita, della serata resta da raccontare soltanto più l’esito finale: negativo. Le braccia in più che l’Associazione contava di reclutare nel corso della serata non si sono trovate. Meglio: se ne sono trovate due paia di nuove (Guglielmo Audisio ed Elena Tomatis), ma se ne è perso un paio di quelle "vecchie”, perché l’attuale giovane vicepresidente Marco Martino lascerà carica, critiche ed oneri ad altri. Troppo poco per un Ente che ha necessità di avere un direttivo composto da 7 persone ed un collegio di revisori formato da altre 3.
Quindi nuova convocazione il 28 novembre, di qui a 20 giorni, durante i quali la Pro loco lascerà aperto il tesseramento per l’anno in corso per cercare di formare un gruppo dal quale far scaturire il nuovo direttivo. Le manovre sono aperte ed il clima ostile quando non “al veleno” respirato ieri sera a Rifreddo non lascia presagire nulla di buone. Ancor meno di pacifico. Ma alla fin fine, come sempre, a fare fuoco saranno coloro che hanno raccolta più legna. Anche a Rifreddo.













