La DGR 85 del 2 agosto ha riportato dal 1 ottobre finalmente il Piemonte a rispettare il DPCM del 2001 che prevede una compartecipazione sanitaria al 50%, mentre fino ad oggi era 53%, tranne che per i malati di Alzheimer per i quali era al 70%.
Peccato che, in un momento di crisi economica, aumenti per le famiglie da un minimo di 50 € ad un massimo di 600 € al mese siano insostenibili.
Il tutto per far risparmiare alla Sanità 1 milione di euro. La quota sanitaria dell'assistenza ai non autosufficienti inciderebbe infatti per circa 20 milioni sui 100 messi dalla Regione come extra-LEA, lo stop per gli ultimi 3 mesi dell'anno porterebbe a 5 milioni di risparmio. Di questi la maggior parte sarebbero "bruciati" dallo stop all'aumento della retta per i malati di Alzheimer e quindi rimarrebbe un risparmio di un miserrimo milione.
Possibile che su un bilancio di 11 mila milioni di euro, 1 milione sia indispensabile? Quali logiche perverse ci sono dietro? PLa creazione di infinite liste d'attesa e l'apertura ai privati? Ai posteri l'ardua sentenza...
Davide Bono
Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte













