Fotografie in bianco e nero, ritratti di persone che nel 1959 fuggirono da Lhasa, con negli occhi il loro Tibet, prima dell'occupazione cinese, persone che non sono mai più rientrate in patria, che hanno vissuto nel ricordo della loro terra, ma che in India non hanno mai comprato un alloggio “perché prima o si torna a casa”.
"Sognando Casa - Gli ultimi testimoni di un Tibet libero" è il tema della mostra di Samkyil Delek inaugurata ieri nel corridoio del Comune in via Macallè dove resterà allestita fino al 17 aprile (orari di apertura del palazzo comunale). Contiene, racchiusa negli scatti, una memoria che sta scomparendo riflessa nei volti di questi profughi e approfondita da una frase che li caratterizza uno ad uno.
E’ il primo dei due momenti saluzzesi legati all’ iniziativa “Save the Tibet/ Salviamo il Tibet” promossa dalla Comunità tibetana in Italia, che ieri era rappresentata da Kalsang Youdon (residente a Savigliano) assieme al “Nonviolent Radical Party” organizzata in occasione del 55° anniversario della Rivolta di Lhasa (10 marzo 1959): “una data particolarmente significativa per i tibetani poiché ricorda l'inizio ufficiale della diaspora del Dalai Lama e del suo popolo dal Tibet occupato”.
Il prossimo appuntamento è per giovedì 17 aprile alle 18 nella saletta dell’ex-sacrestia al pian terreno del palazzo municipale (attigua al corridoio della mostra) dove si terrà la conferenza pubblica "Save the Tibet/Salviamo il Tibet ", con la proiezione di una parte del video-documentario "L'altro Tibet" della regista Bianca Pasquini. Seguirà il dibattito con esperti e rappresentanti della Comunità tibetana. E’ prevista la partecipazione del fotografo Samkyil Delek e di rappresentanti della Comunità tibetana.
Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica, in questo caso saluzzese, alla causa tibetana, sul modello delle molte iniziative intraprese in questi anni dalla Comunità anche con il sostegno dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet e dell’Associazione per il Tibet e i Diritti Umani del Consiglio regionale del Piemonte. L’iniziativa vuole inoltre promuovere il sostegno a progetti umanitari concreti per la diaspora tibetana in India, valorizzare e sostenere la conoscenza della lotta nonviolenta tibetana e l’approccio del Dalai Lama per l’autonomia del suo popolo.
In particolare si vuole intervenire in aiuto ad una piccola comunità di 16 anziani profughi di Dalhausie (India) per migliorare le loro difficili condizioni di vita, attraverso opere di risanamento e ricostruzione delle case-stanza in cui abitano. Il progetto è stato messo a punto dal “Central Tibetan Relief Committee” che ne seguirà e controllerà la realizzazione. Il Comitato è un organismo caritatevole – riconosciuto a livello internazionale - che si occupa del welfare degli esuli del Tibet in India, il suo direttore è il XIV° Dalai Lama, Tenzin Gyatso.



















