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Bra e Roero | 28 marzo 2015, 15:02

Grande partecipazione di fedeli alla tradizionale processione dell’Addolorata a Bra

Si è svolta nella serata del 27 marzo

Grande partecipazione di fedeli alla tradizionale processione dell’Addolorata a Bra

Venerdì 27 marzo si è svolta a Bra la tradizionale processione dell’Addolorata, patrimonio dell’Arciconfraternita della Misericordia, ovvero i Battuti Neri. Lo splendido gruppo ligneo rappresentante la Madonna ferita nel cuore da sette spade, che sorregge il corpo del Figlio, confortata da un angelo è stata scortata dai nuovi rettori Alberto Bielli, Cinzia Gotta e Antonio Rostagno. Il suggestivo corteo con a capo il carro processionale, introdotto dal cardinale Severino Poletto, Arcivescovo emerito di Torino, si è snodato per le vie cittadine per poi fare ritorno alla Chiesa di San Giovanni Decollato dove l’alto prelato, ha celebrato la liturgia eucaristica a suffragio delle consorelle e confratelli defunti e per la protezione di tutta la città.

Hanno concelebrato, davanti alle autorità e ad una fitta comunità di fedeli, tutti gli esponenti del clero cittadino. Il Cardinale Poletto ha avuto parole particolarmente ispirate, che si sono poste come viatico per i riti della Settimana Santa, ormai alle porte.

Non ci può essere Pasqua senza il Venerdì Santo. Il crocifisso non ci impressiona più, ma se uscendo di Chiesa vedessimo un uomo di Bra crocifisso saremmo tutti scioccati. Solo Cristo non ci fa più effetto! Maria non sviene di fronte al Figlio deposto dalla croce, ma sta in atteggiamento di pietà e ne diventa icona. Alla sofferenza della morte, la Madonna unisce la certezza della resurrezione. Per onorare l’Addolorata che è stata accompagnata per le vie del centro e raccogliere i frutti di questa intensa esperienza, dobbiamo esaminare le nostre sofferenze personali, famigliari, sociali e mondiali. Viviamo in un mondo pieno di dolore e violenze inaudite, siamo inorriditi dalle tragedie che si consumano nel Nord Africa, ma ci auguriamo che tutto ciò finisca non in una guerra, ma in un dialogo e nel buon senso. Impariamo a unire le nostre croci a quella di Gesù, come ha fatto la clemente e pia, dolce Vergine Maria”.

A questo forte e deciso messaggio, ha fatto eco il saluto e il sentito ringraziamento che Roberta Comoglio, presidente dei Battuti Neri, ha formulato a tutta l’assemblea presente, molto apprezzato dal celebrante.

S.G.

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