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Eventi | 13 aprile 2015, 15:44

Finchè posso vorrei stare a casa mia: evento di conclusione del progetto “Reti per la domiciliarità nel cebano”

Grande partecipazione all’evento di conclusione del progetto “Reti per la domiciliarità nel cebano” che si è svolto venerdì 10 aprile alle ore 16 presso la sede della Comunità Montana “Alto Tanaro Cebano Monregalese” in Ceva

Finchè posso vorrei stare a casa mia: evento di conclusione del progetto “Reti per la domiciliarità nel cebano”

Grande partecipazione all’evento di  conclusione del progetto “Reti per la domiciliarità nel cebano” che si è svolto venerdì 10 aprile alle ore 16 presso la sede della Comunità Montana “Alto Tanaro Cebano Monregalese” in Ceva.

Per illustrare i nuovi servizi per gli anziani attivati nel  territorio dei 36 Comuni facenti parte del’ Servizio Socio-Assistenziale ambito del distretto di Ceva, sono intervenuti i rappresentanti dei soggetti coinvolti.

Ha introdotto il Presidente Alfredo Vizio  dell’Unione Montana dei Comuni “Valli Mongia e Cevetta – Langa Cebana e Alta Valle Bormida” che è subentrata alla Comunità Montana nella gestione dei Servizi Sociali.  Il vice Presidente Guido Bessone della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo  finanziatrice del progetto, ha quindi portato il saluto e  ha presentato le iniziative della Fondazione  attivamente impegnata sul fronte del welfare.

A seguire,  la responsabile dei Servizi Sociali Anna Aschero  ha moderato l’incontro, a cui hanno partecipato i partner progettuali: ASL CN 1 rappresentata dal coordinatore dei distretti Enrico Ferreri, Coldiretti con il Presidente di zona Marcello Gatto, le Strutture Residenziali socio-sanitarie per anziani rappresentate da Rosangela Corsini  Coordinatrice dell’Istituto Derossi di Ceva e le Associazioni di Volontariato,  per conto delle quali è intervenuta Maria Paola Tripoli Presidente dell’Associazione  Orizzonti di Vita Piemonte.

Il progetto che si è svolto dall’ottobre 2012 al dicembre 2014,  ha permesso di sperimentare sul territorio una rete di servizi a supporto della domiciliarità delle persone anziane in situazione di fragilità quali: accompagnamenti, visite e telefonate di compagnia al domicilio, preparazione e consegna dei pasti, bagno protetto in struttura, lavanderia  e affiancamento domestico.

Nel periodo di sperimentazione, hanno usufruito delle attività  40 persone di cui 29 ancora in carico,  grazie all’impegno di tutti i partner che ne garantiscono la continuità.  Il progetto ha favorito l’ideazione di nuove iniziative che  permettono di proseguirne ed implementarne gli obiettivi fra cui la telemedicina  per lo scompenso cardiaco attivata dall’ASL , il progetto “Incontriamoci nelle nostre case” attivato dalle  Case di Riposo  di Ceva, Garessio e Ormea che in questi giorni è in fase promozionale  e il progetto “Prendersi cura è… alimentare speranza”  che coinvolge alcune associazioni di volontariato locali.

Al termine, hanno portato la loro preziosa testimonianza, un beneficiario del servizio consegna pasti a domicilio e alcuni familiari di altri utenti.

E’stato sottolineato  il valore della collaborazione che permette di trovare ai problemi soluzioni integrate e innovative.  Particolare rilievo è stato dato all’operato delle Associazioni di Volontariato “Il Tempo amico” di Ceva, il SEA Val Tanaro di Bagnasco, l’Agape di Garessio, l’Auser  Garessio Valle Tanaro e la Croce Rossa, Comitato locale di Monesiglio  per l’impegno e la qualità della loro opera,  anche sul piano della vicinanza empatica alle persone in difficoltà, che rappresenta una grande ricchezza per la comunità locale.

Chi fosse interessato ad ulteriori informazioni, può contattare il tutor del progetto Samanta Dalmasso al numero 333/3531787.

c.s.

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