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Politica | 24 agosto 2015, 09:32

Dopo Gianna Gancia, anche Roberto Maroni rilancia il tema delle diseguaglianze tra il Nord e il Sud

Diseguaglianze che alimentarono il sogno federalista di Umberto Bossi

Dopo Gianna Gancia, anche Roberto Maroni rilancia il tema delle diseguaglianze tra il Nord e il Sud

Dapprima fu la presidente della Lega Nord Piemonte, Gianna Gancia, dal palco della protesta di luglio davanti al Tribunale amministrativo regionale dopo l’“assoluzione” di Chiamparino, poi venne il rapporto della Swimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ed infine, l’altra sera alla festa del Carroccio di Solbiate Olona, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni: il tema del sottosviluppo permanente del Mezzogiorno, definito in base all’indagine Swimez “la Grecia d’Italia”, torna prepotentemente d’attualità.

Da una parte i dati impietosi sul Sud della Penisola, cresciuto negli ultimi tredici anni della metà rispetto alla stessa Grecia (13% contro il 24% ellenico e il 56% della media europea), con l’occupazione precipitata ai livelli più bassi dal 1977; dall’altra la questione politica, che torna a echeggiare l’istanza del federalismo, se non addirittura della secessione, in controtendenza rispetto alla recente svolta meridionalista del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini.

Una questione che Gianna Gancia ha posto per prima in Piemonte proprio davanti a Salvini, a Torino, rispolverando il ritratto di un Paese diviso e diseguale (“il Sud va aiutato con il federalismo e non assistito”, disse la presidente della Lega piemontese) che aveva alimentato il sogno federalista della Lega di Umberto Bossi, e che ora anche Maroni rilancia domandandosi, dopo Roma Capitale e il funerale di Casamonica, se alla Lega “convenga di più investire su Roma e sul Sud, oppure, tornare al progetto originario”.

Un dibattito che si apre alla vigilia del “sacro” raduno alle sorgenti del Po (12 settembre) e del congresso per la segreteria del movimento in Piemonte (fine ottobre, inizio novembre), con vecchi e nuovi interrogativi, oggi più che mai al centro dell’attenzione.

c.s.

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