/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 26 agosto 2015, 12:59

Partecipate, asse con Confartigianato contro caro tariffe e perdite addossate a famiglie e Pmi

Nella classifica nazionale delle perdite accumulate dalle società miste e strumentali, il Piemonte risulta addirittura quarto

Partecipate, asse con Confartigianato contro caro tariffe e perdite addossate a famiglie e Pmi

Il posto del Piemonte nella classifica delle prime cinque regioni italiane con le maggiori perdite economiche accumulate dalle società cd miste o partecipate (con un segno meno di oltre 9 milioni di euro) - come emerge dalla rielaborazione di Confartigianato nazionale - "conferma una volta di più l'allarme e la priorità che mi sono permesso di rilanciare nella scorsa primavera e relativa a una problematica di cui la classe politica nazionale e locale è perfettamente informata, essendo quella che in definitiva mette poi mano alle tariffe gravanti su famiglie e piccole imprese.

Un tema del quale già mi sono fatto interprete negli anni della mia presidenza provinciale e regionale di Confapi, e che sono molto lieto che Confartigianato abbia ripreso con assoluta determinazione più di recente in quanto - dichiara l'imprenditore Giuseppe Piumatti, patron di Bra Servizi e dirigente di categoria - ho sempre sostenuto l'importanza di azioni e battaglie di civiltà economica e fiscale capaci di unire le forze delle Pmi oltre le singole appartenenze, e il momento attuale è quello più propizio per rendere concreta ed effettiva una tale strategia. A livello territoriale locale, il rapporto con gli amici di Confartigianato, per esempio con il presidente emerito di Bra Giacomo Pirra, è stato improntato a vera amicizia e leale collaborazione, che ora ha un motivo in più per consolidarsi".

Secondo l'industriale dei servizi ambientali, "la situazione descritta dal report degli artigiani, e che ci tocca in assoluto da vicino come emerge dalla condizione del Piemonte, deve esortarci tutti a ribadire alle rappresentanze politiche di Regione, Parlamento e Governo, senza indugio alcuno, l'esigenza primaria di varare i provvedimenti attuativi della riforma della pubblica amministrazione a partire dal deciso e sostanziale riordino delle Partecipate, atto che non va lasciato per ultimo. Non è infatti più tollerabile, né sopportabile fisicamente dai contribuenti familiari e aziendali, che la politica agisca contro questi ultimi adoperando la massima intransigenza, e cancellando quelle minime tutele rimaste nei confronti di un potere fiscale ed esattoriale che viene reso più spietato, e al tempo stesso continui a rinviare quelle decisioni necessarie a superare il regime protetto di cui godono le Partecipate, dove se esiste un problema di bilancio allora si aumentano tasse, imposte e tariffe mentre un normale imprenditore viene costretto dagli eventi a ridimensionare se non a chiudere la propria attività. Siamo al paradosso per cui ci troviamo a pagare, nei bollettini fiscali e tariffari, voci extra a prescindere dai servizi e dagli investimenti che effettivamente ci vengono messi a disposizione, e tali voci paiono oramai un privilegio acquisito da Enti pubblici o semipubblici a tutti i livelli. Ora basta".

c.s.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium