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Eventi | 22 settembre 2015, 16:44

Il viceministro Olivero: “Dall’agricoltura sociale grandi vantaggi anche per la provincia di Cuneo”

La due giorni organizzata dal dicastero delle Politiche Agricole ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente emerito dell’Uruguay Josè “Pepe” Mujica

Il viceministro Olivero: “Dall’agricoltura sociale grandi vantaggi anche per la provincia di Cuneo”

Domenica 20 e lunedì 21 settembre si sono svolti, all’Expo di Milano, alcuni importanti eventi organizzati dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con il coordinamento dal viceministro cuneese Andrea Olivero e la partecipazione, tra gli altri, del Presidente emerito dell’Uruguay, Josè “Pepe” Mujica: vero paladino dei diritti dei campesinos e celebre, in tutto il mondo, per il suo stile sobrio e la sua carica di umanità. In particolare, durante il National Day del Bangladesh di domenica, è stato presentato il progetto “Per un sari rosa” dedicato alla realtà delle donne che subiscono matrimoni forzati e violazioni sistematiche dei diritti.

L’iniziativa ha come obiettivo il riscatto, attraverso progetti di inserimento lavorativo e di aiuto tramite microcredito e agricoltura sociale,  delle giovani (spesso di soli 12-13 anni) della tribù Munda del Sunderban, nel Sud-Ovest del Paese asiatico, che, dovendo sottostare a regole tradizionali disumane, sono obbligate a diventare spose bambine di uomini maturi. Hanno testimoniato la loro toccante esperienza personale Nilima Munda, portavoce delle donne della tribù, e padre Luigi Paggi, missionario saveriano da 40 anni al servizio dei più poveri e curatore del progetto.

Lunedì, nel Padiglione Italia, si è svolta la Giornata dell’Agricoltura Sociale, aperta dal Presidente Mujica, e a cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro Maurizio Martina, il procuratore Giancarlo Caselli e i presidenti di tutte le organizzazioni agricole italiane  - Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Fedagri, Copagri - e delle reti dell’agricoltura sociale. A coordinare l’evento il viceministro Olivero, che ha specifica delega sul settore e che ha contribuito - come hanno riconosciuto tutti gli interlocutori - a far approvare la prima legge italiana del settore ferma da anni in Parlamento. Sul tema gli abbiamo posto alcune domande.

Il Presidente Mujica - accolto in Expo da una folla enorme di estimatori - ha detto che l’Italia per quanto riguarda le Politiche Agricole è sulla buona strada. Da dove nasce questo ottimismo? “Il Presidente conosce bene il nostro Paese e sa quanto sia stato ampio l’abbandono delle aree rurali, soprattutto nelle zone di collina e montagna. Ha visto in Expo le nostre scelte per la qualità e a sostegno dei piccoli produttori, per affermare uno sviluppo che non cancelli la comunità e rispetti l’ambiente.

In particolare ha sottoscritto la Carta di Milano - condividendone pienamente i contenuti - e apprezzato la scelta di sostenere l’agricoltura sociale”.

A questo proposito, quali indicazioni sono emerse dalla giornata sull’Agricoltura Sociale? “C’è stata un’ampia condivisione, tanto tra i presidenti delle organizzazioni agricole quanto tra i rappresentanti politici, sulla necessità di utilizzare questo nuovo strumento per potenziare la multifunzionalità agricola e, insieme, sviluppare un nuovo welfare rurale, capace di dare servizi alle famiglie anche laddove lo Stato non riesce più ad arrivare in modo capillare.

Abbiamo bisogno di sostenere il reddito degli agricoltori, ma questo non basta: senza trasporti, scuole, sanità non c’è possibilità vera di sviluppo rurale. E questa è una sfida urgente, se non vogliamo continuare ad assistere impotenti allo spopolamento delle aree interne, che sono il 60 per cento del nostro territorio”.

Da queste innovazioni ci saranno vantaggi anche per la provincia di Cuneo?

“Le nostre terre hanno pagato un prezzo altissimo allo spopolamento e, ancora oggi, il Cuneese soffre per l’abbandono delle terre rurali, soprattutto in montagna e in collina. Proprio in questi luoghi un investimento strategico sull’agricoltura sociale può dare risultati importanti. Già sono nate negli anni passati esperienze di accoglienza di persone con disabilità e fattorie sociali. Conto, inoltre, che possano presto svilupparsi nuovi progetti, come agrinido o agriasilo, per dare risposte ai bisogni delle comunità. In questa direzione stiamo lavorando con la Regione Piemonte, affinché nei Piani di Sviluppo Rurale vi siano apposite risorse per sviluppare il welfare in collaborazione con le imprese agricole e le cooperative sociali. Questo ben si sposa col progetto per le Aree Interne che il Governo sta sperimentando anche nella nostra provincia e con l'impegno per garantire le scuole di montagna dell’assessore Valmaggia”.

r.g.

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