"Vorrei sgomberare il campo da qualsiasi dubbio: questa non è una battaglia a difesa del campanile, ma basata su principi di equità e ragionevolezza. Il nuovo atto aziendale dell'Asl Cn1 si discosta tantissimo da quello precedente, tra l'altro mai approvato, denunciando così un'enorme discrepanza. Faremo sentire la nostra voce".
Il monito, consapevole e accorato, giunge direttamente dal sindaco di Mondovì Stefano Viglione, che durante l'ultimo consiglio comunale ha esternato il proprio pensiero circa il piano sanitario che potrebbe essere ratificato prossimamente dallo specifico Assessorato regionale. Un documento che penalizza incomprensibilmente l'ospedale "Regina Montis Regalis" e, a detta dello stesso primo cittadino, "rimarca una sperequazione. Sono venute meno le premesse di linearità venutesi a creare in precedenza: colpa di influenze politiche?".
Più dettagliatamente, l'ordine del giorno approvato nel corso della seduta consiliare di lunedì pomeriggio pone l'accento su quattro perplessità, che possono così essere riassunte:
- i nuovi dipartimenti dell'Asl Cn1 risultano individuati seconda una mera classificazione delle discipline invece di tenere conto dei percorsi clinico-assistenziali del paziente che deve interfacciarsi con più specialità nell'ambito dello stesso presidio ospedaliero (ad esempio, la Struttura Complessa di Medicina Mondovì e la S.C. di Neurologia di Mondovì, pur condividendo le stesse risorse di personale e di posti letto, sono state assegnate a due dipartimenti diversi);
- la mancata assegnazione al nosocomio di Mondovì dei primariati di Oculistica ed Urologia nonché della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria rischia di depotenziare e dequalificare la struttura ospedaliera del Regina Montis Regalis. Una decisione incoerente rispetto alla necessità di garantire una equa ripartizione di servizi tra ospedali-cardine dell’Asl Cn1;
- l'assegnazione all'ospedale di Mondovì solamente di una Struttura Semplice di Oncologia, che dipende dalla Struttura Complessa dell'Ospedale "di base" di Saluzzo, si scontra con la logica programmatoria delle norme regionali, e contraddice anche l'allestimento e l'uso delle "Camere Bianche", i locali necessari per la preparazione dei farmaci antiblastici, presenti nell'ospedale di Mondovì;
- l'eliminazione di due Strutture Complesse di Laboratorio Analisi e di 2 Strutture Complesse di Centro Trasfusionale dalla CN1 con la collocazione delle Strutture Complesse di Laboratorio Analisi e di Centro Immunotrasfusionale, uniche per la CN1 e l'Azienda Ospedaliera di Cuneo, a quest'ultima, lasciando per i 5 ospedali della CN1 solamente un'unica Struttura Semplice per Specialità dipendente dall'omologa Struttura Complessa dell'Azienda Ospedaliera di Cuneo, fa temere un sottoutilizzo delle potenzialità professionali e tecniche presenti nel nosocomio di Mondovì. Si teme inoltre che questo possa portare a importanti e onerosi investimenti strutturali a Cuneo, quando si potrebbero sfruttare, comunque, per lo svolgimento degli esami, gli ampi spazi ancora disponibili nell'ospedale monregalese e sfruttarne al meglio le apparecchiature.
Viglione e la Giunta hanno poi dichiarato espressamente di impegnarsi a promuovere un incontro con i sindaci del territorio al fine di approfondire i contenuti del nuovo piano aziendale ed esprimere valutazioni condivise sulle scelte di riorganizzazione che si vanno delineando. "C'è una differenza sostanziale da rimarcare - ha aggiunto il primo cittadino di Mondovì -: il "Regina Montis Regalis" non è un ospedale "di" Mondovì, ma "a" Mondovì. È sotto gli occhi di tutti come questo nosocomio abbia superato le criticità fatte registrare da quello precedente e in questi anni è stato compiuto un percorso di crescita importante, con un netto miglioramento dell'offerta e dei servizi. Il cittadino non è alla ricerca dell'ospedale sotto casa, ma si sposta verso la realtà con la più elevata offerta qualitativa: una descrizione che corrisponde perfettamente alla nostra struttura, che può vantare professionalità adeguate e rilevanti. Non vorremmo però che il cammino fatto fin qui subisse una spiacevole inversione di tendenza".
In merito a questa tematica sono intervenuti anche i consiglieri di minoranza Stefano Tarolli e Paolo Magnino ("Mondovì in Movimento"): il primo ha ribadito che "un consigliere ha la facoltà, o meglio, l'obbligo di intervenire a difesa del proprio territorio quando questo rischia di depauperarsi. La peculiarità del nostro nosocomio e i valori aggiunti devono essere salvaguardati, l'atto aziendale penalizza eccessivamente la città", mentre il secondo ha lodato "questa presa di posizione, importante perché potrebbe rendere più agevoli eventuali ed auspicabili modifiche. La Regione Piemonte ha chiesto alle diverse ASL di operare dei tagli, che si evincono nettamente da questo piano aziendale. Per l'Asl Cn1 vi erano 17 dipartimenti, ora ne dovrebbero restare soltanto più 8; medesima sorte toccherà alle Strutture Complesse, che passeranno da 104 a 64+4, e alle Strutture Semplici (da 110 a 83). Per ciò che concerne la difesa del "Regina Montis Regalis", sono i numeri a parlare: i pazienti si fidano, la qualità dei servizi è ottima, non servono ulteriori ragionamenti".











