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Attualità | 15 gennaio 2016, 18:39

Neve e occupazione: le conseguenze drammatiche dell'inverno "ritardatario"

Uno sguardo all'incontro che si è tenuto oggi (15 gennaio) nel Salone d'Onore dell'Ente camerale

Neve e occupazione: le conseguenze drammatiche dell'inverno "ritardatario"

La particolare situazione climatica, caratterizzata dall'innalzamento delle temperature e dalla totale assenza di precipitazioni, ha determinato una pesante situazione di crisi, non solo per gli impianti di risalita e il comparto turistico invernale, ma anche per alcuni settori economici di vitale importanza per l'economia provinciale.

A tal proposito è stata convocata oggi, venerdì 15 gennaio, presso il Salone d’Onore dell'ente Camerale, un incontro per attivare un tavolo di confronto tra gli attori del territorio al fine di individuare possibili soluzioni al mancato innevamento della stagione invernale 2015/16.

Sono intervenuti durante la conferenza Fabio Bergia, direttore impianti Lilt, l'On. Mino Taricco, Alberto Valmaggia assessore regionale, Antonella Parigi assessore a turismo e cultura della Regione, Lido Riba presidente Uncem, Ferruccio Dardanello presidente UnionCamere e Camera di Commercio, l'On. Patrizia Manassero e l'On. Chiara Gribaudo.

L'incontro è volto a ricercare una collaborazione tra istituzioni e parti sociali al fine di affrontare al meglio la crisi contingente cercando di dare il là a interventi per prevenire queste emergneze in futuro.

“L’emergenza è totale e riguarda tutte le comunità del basso Piemonte che vivono di neve." - dichiara Ferruccio Dardanello - "Un'emergenza che si ripercuote sull’economia, sul lavoro e sull’occupazione di questi territori. Bisogna trovare soluzioni che possano alleviare le difficoltà attuali e future. La neve è un bene prezioso da preservare quando è possibile farlo. E’ in ginocchio un’intera comunità che ha basato la sua economia invernale proprio sulla neve. Dalla giornata di oggi bisogna trovare una collaborazione tra istituzioni e parti sociali oltre ad una politica che garantisca per il futuro maggiore tranquillità.”

“Le aziende in genere non affrontano per tempo una programmazione che li metta a riparo da situazioni di crisi, come quelle che si stanno presentando in questa stagione" - afferma Lido Riba -. "Quando si verifica il problema si rivolgono alle istituzioni sperando che queste possano risolverlo con interventi finanziari, in parte attuabili. Vanno, però, inquadrati in un percorso più ampio. Bisognerebbe, ad esempio, alleviare gli impianti sciistici dalle spese per l’arroccamento e risalita che si possono considerare attività di trasporto. La tendenza è che quando le cose vanno abbastanza bene si procede in ordine sparso, poi quando le cose vanno male si urla subito all’emergenza.”

All'incontro è intervenuta anche l'Onorevole Chiara Gribaudo, PD, la quale ha espresso la sua preoccupazione per la situazione e in particolare per le ricadute occupazionali su lavoratori e famiglie, sia dei comprensori che dell'indotto. L'onorevole ha poi espresso la propria disponibilità a continuare a seguire da vicino l'evolvere della situazione, ricordando che "l'ultima legge di stabilità ha già, per quanto possibile, segnato un primo ritorno di attenzione con il rifinanziamento del Fondo per la montagna (15mln)."

"Gli ambiti che si candideranno ad attuare la green economy in montagna avranno priorità assoluta nella concessione dei fondi" ha proseguito Chiara Gribaudo. "La provincia di Cuneo può davvero candidarsi ad essere un'area pilota, cogliendo l'occasione per mettere di più e meglio a sistema le numerose ricchezze turistiche delle sue terre alte ed attrezzandosi così meglio anche per il futuro."

l.m. d.c.

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