Un’ora e mezza di discussioni tra maggioranza e opposizione, poi alla fine il Consiglio comunale di Savigliano ha votato all’unanimità a favore dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per far luce (da un punto di vista amministrativo) sulla vicenda delle presunte firme false che ha coinvolto in un’indagine penale il primo cittadino, Claudio Cussa, e altre tre persone a margine delle elezioni comunali del 2014.
Il sindaco, visibilmente provato ma con l’aplomb istituzionale inalterato, al momento del voto ha preferito assentarsi. “Lo faccio – ha detto – per rispetto verso il Consiglio comunale”.
La commissione sarà composta da nove membri, sei di maggioranza, tre di minoranza. Essendo quattro i gruppi di opposizione presenti nel municipio saviglianese, occorreva un sacrificio. L’esponente di Forza Italia, Maurizio Occelli, ha fatto un passo indietro facilitando in questo modo il compito del presidente del Consiglio comunale, Giulio Ambroggio, ed evitando alla minoranza di dover ricorrere alle pagliuzze per capire a chi sarebbe toccato il compito di restare fuori.
Il sindaco Cussa, in apertura di seduta, ha comunicato di essere stato sentito sabato mattina dal pm, ma visto che la questione coinvolge anche altre persone ha detto di non poter riferire in aula, essendo tenuto all’obbligo di riservatezza.
Per la minoranza hanno preso la parola i consiglieri di centrodestra Claudio Bonetto, Lillo De Lio e Maurizio Occelli e il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonello Portera. È stato di quest’ultimo l’intervento più significativo della seduta: umanamente delicato nei confronti del sindaco Cussa, ma politicamente durissimo all’indirizzo del Partito Democratico e della maggioranza di centrosinistra.
Rocco Ferraro, a nome delle forze politiche che sostengono la giunta, ha espresso piena fiducia nei confronti di Cussa: “È stato lo stesso sindaco – ha detto Ferraro – a dire che se rinviato a giudizio si dimetterà e noi, rispetto a questa sua volontà, non abbiamo altro da aggiungere”.
In mezzo ai tanti interrogativi posti nella discussione, quel che nessuno ha sollevato è la finalità della commissione d’inchiesta. Su che cosa, esattamente, lavorerà? Con quale modus operandi? L’esito delle conclusioni a chi e a che cosa servirà?
È probabile che prima che questa si insedi, visto che deve essere predisposto un regolamento ad hoc e definita nominalmente la composizione, intervengano fattori tali da renderla superflua.
Se Cussa, infatti, venisse prosciolto in istruttoria cesserebbe lo scopo. Se, viceversa, venisse rinviato a giudizio rassegnerebbe motu proprio le dimissioni. Ragion per cui – a voler essere realisti – si deve considerare che la commissione difficilmente decollerà perché già nata col piombo nelle ali.
Da segnalare, tra il pubblico, un gruppetto di “Giovani Padani” che indossavano una t-shirt blu con la scritta “Cussa dimettiti”.
















