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Attualità | 14 aprile 2016, 07:30

Rush finale per il vertice della Fondazione CRC: entrambe le parti convinte di avere la vittoria in tasca

La "madre di tutte le battaglie", almeno per quanto riguarda recentemente la nostra provincia, avrà termine il 18 aprile

Rush finale per il vertice della Fondazione CRC: entrambe le parti convinte di avere la vittoria in tasca

Quando si dice che la lotta per la guida della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo è la “madre di tutte le battaglie” non è soltanto un modo di dire.

Chi è attento sa quanto a lungo siano durati gli scontri consumatisi all’ombra di essa e quanto cruenti siano stati. Quali alleanze (anche “anomale”), siano state suggellate in quel di Cuneo e quale sia stato lo spiegamento di apparati editoriali, chi a favore dell’uno, chi a favore dell’altro, a dimostrazione dell’interesse che caratterizza la Fondazione.

Ancora pochi giorni e carriaggi e salmerie avranno esaurito la loro funzione.

Il 18 aprile – data che evoca ricordi storici pesanti in chi rimanda la memoria al ‘48 – i 23 consiglieri diranno la loro e porranno fine ad una guerra che ha visto protagonista – nel corso di questi ultimi anni – un’infinità di soggetti, alcuni espostisi in prima persona, altri che hanno agito sotto traccia.

Frattanto restano alcuni adempimenti che definire tecnico-burocratici è certamente riduttivo.

Le candidature per la presidenza devono essere formalizzate domani (venerdì 15 aprile), accompagnate dal programma di mandato, dalla composizione del cda, insieme alle firme di appoggio di almeno otto consiglieri. I due candidati al vertice – come è ormai ampiamente risaputo – sono l’albese Antonio Degiacomi, vicepresidente uscente, e Giandomenico Genta, cuneese, commercialista.

Degiacomi la sua squadra l’ha già resa nota. Prevede due vicepresidenti: Nirvana Cerato ed Enrico Collidà e i consiglieri Giovanni Longo, Mauro Mantelli, Silvio Pagliano e, nel ruolo di esperto finanziario, Bartolomeo Salomone. Genta non risulta aver ancora provveduto al riguardo, ma dovrà farlo quanto prima, così come, pare, dovrà rassegnare le dimissioni dal cda della Fondazione Crt in cui siede.

I sostenitori di quest’ultimo sono convinti che a fare la differenza sarà non più di un paio di voti, per questo sono impegnati fino all’ultimo in azioni di proselitismo. Chi appoggia Degiacomi è invece convinto dell’esatto contrario e cioè che i numeri siano favorevoli al vicepresidente uscente. Qualcuno dei suoi, che di pallottoliere se ne intende, arriva ad ipotizzare che il verdetto finale sarà di 15 a 8 o, alla peggio, 14 a 9 a suo vantaggio.

Chi guarda dalla finestra ed ha esperienza di elezioni di qualsivoglia natura sa quanto l’urna sia infida e perciò consiglia prudenza. Fino a che lo scrutinio non sarà stato ultimato può succedere di tutto.

Vista la durezza dello scontro, in parte già consumatosi in parte ancora in atto, starà alla saggezza del vincitore – chiunque esso sarà – cercare una pax che eviti rappresaglie o funesti colpi di coda. La Fondazione Crc è patrimonio dell’intera comunità cuneese, un forziere prezioso per la Granda che, specie in questi tempi di crisi, può e deve svolgere un ruolo di volano per l’economia locale. Se lo scontro dovesse proseguire ad oltranza, non osiamo immaginare quali potrebbero essere le conseguenze.

G.T.

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